Un secolo di crema
“Nivea creme”, la prima, mitica emulsione del colore della neve, compie 100 anni. Ecco, in esclusiva per D, il trailer del video celebrativo. Con tutte le immagini storiche dal 1911 a oggi
di Simone Marchetti da Repubblica on line
Per mischiare acqua e olio non ci vuole una magia, ma una crema. La prima crema, per l’esattezza, un’emulsione bianca come la neve, chiamata appunto Nivea, dal latino nix-nivis, e creata nel 1911. Sono passati 100 anni da quando il farmacista tedesco Troplovitz decise di produrla su consiglio di Paul Gerson Unna, il professore che aveva creduto nell’Eucerin, un’emulsione molto simile all’epidermide scoperta dal chimico Isaac Lifschutz.
Prima dentro a un vasetto art-nouveau poi nella famosa latta blu, la “Nivea creme” ha percorso il Novecento su e giù per la storia, tra guerre e rinascite, stili di vita ed emancipazioni, pubblicità all’acqurello e marketing virale, senza mai cambiare la sua formula, semplice ed efficace.
Oggi, 5 maggio 2011, il gruppo Beiersdorf che da sempre la produce, ha deciso di celebrarla presso il Metropol di Milano con una mostra multimediale che ne racconta la lunga storia (qui di fianco, D ti mostra in esclusiva assoluta un estratto dal video che il pubblico… Continua a leggere
trecentoparole 05.0511
Strano primo maggio questo del 2011. Storie di rottamazione dell’unica festa dei lavoratori riconosciuta in tutto il mondo. Giornata di lavoro pieno per tanti, di sciopero per il lavoro che non c’e’ per molti, manifestazioni sindacali separate in casa, sovrapposizione di feste popolari a Roma. Che casino. Mi sembra opportuno segnalare come forse sarà il caso di affidarsi al nuovo Santo Giovanni Paolo II, l’unico che e’ sempre stato dalla parte dei lavoratori. Forse proprio Lui potrà oggi fare un vero miracolo per la nostra Italia, la piu’ strana delle Repubbliche “moderne” l’unica ‘fondata sul lavoro’ come valore principale definito nella Costituzione del nostro Paese. Il lavoro che in una città come la mia Napoli e’ sempre stato un miraggio, un’aspirazione che neanche San Gennaro e’ mai riuscita a soddisfare. Forse il nuovo Santo polacco ci riuscira’. Ma gli italiani devono per forza ricorrere a forze trascendentali per risolvere i propri problemi? Forse si. Da soli sembra proprio che non riusciamo a cavarcerla. Ma che vergogna scomodare i Santi per andare avanti. Eppure vi sono persone che ancora oggi sono disposte a sfidare la morte per riscattarsi dalla schiavitu’, per riappropriarsi della dignita’ base dell’essere umano. Le… Continua a leggere
trecentoparole 04.0511
Ogni compagno deve rendersi conto che per un comunista il criterio più alto di giudizio è la misura in cui le sue parole ed azioni corrispondono agli interessi supremi del popolo, e in cui esse sono sostenute dalle masse più larghe.
“Sul governo di coalizione” (24 aprile 1945), Opere scelte di Mao Tse-tung, vol. III.
Mai, in nessun momento, in nessun luogo, un comunista deve mettere in primo piano i propri interessi personali; deve invece subordinarli sempre agli interessi della nazione e delle masse popolari. E’ per questo che l’egoismo, la pigrizia nel lavoro, la corruzione, l’ostentazione, eccetera, meritano il più grande disprezzo, mentre il disinteresse, l’ardore nel lavoro, la devozione per la cosa pubblica, lo sforzo assiduo e accanito esigono rispetto.
“Il ruolo del Partito comunista cinese nella guerra nazionale” (ottobre 1938), Opere scelte di Mao Tse-tung, vol. II.
Il popolo, il popolo soltanto, è la forza motrice, il creatore della storia.
“Sul governo di coalizione” (24 aprile 1945), Opere scelte di Mao Tse-tung, vol. III.
Bisogna comprendere che i veri protagonisti sono le masse, e noi siamo spesso ridicolmente infantili. Se non si comprendono queste cose, non si può acquistare nemmeno… Continua a leggere


