Nuovo record personale

Sono riuscito a stabilire un nuovo record personale. Ben 48 minuti e 35 secondi prima di rinunciare a prendere un autobus. Record di pazienza ovviamente. Non c’erano scioperi, eventi calamitosi, pioggia incessante o altre calamità che impedissero il normale funzionamento del servizio nella mia città.

Una splendida giornata per andare a fare un giro in centro, senza appuntamenti, senza obiettivi precisi. Solo quando si verificano queste condizioni puoi pensare di utilizzare i mezzi pubblici da noi. Perché si sa quando si parte, ma l’orario di arrivo è sempre indefinito. In altre parole il trasporto urbano è per coloro che non ne hanno bisogno. Per coloro che non hanno impegni particolari.

Questo deve essere il pensiero dominante del management dell’azienda dei trasporti urbani. Infatti credo che un tempo così esorbitante in altre città avrebbe prodotto una sommossa popolare da assalto ai forni. Qui no. Sappiamo le condizioni disastrose dell’azienda dei trasporti e ce ne facciamo una ragione? Ma quanto ci costa? Credo, senza fare calcoli da premio nobel, tantissimo. Tra costo del biglietto e tasse comunali, secondo me uno sproposito. Tutto per un servizio che non esiste. Si credo si possa affermare che proprio non esiste.

Il bello, poi, è che negli ultimi mesi, l’azienda dei trasporti ha ulteriormente dato fondo alle sue scarse risorse economiche per realizzare una splendida campagna pubblicitaria per persuadere i suoi clienti ad usare i mezzi pubblici perché convenienti e per salvaguardare l’ambiente. I manager si questa bellissima azienda si sono concentrati sull’evasione del pagamento dei biglietti.

Te lo dicono pure con coloratissimi posters in tutta la città. Solo sfugge loro che i clienti, cioè i cittadini, già pagano per qualcosa che non c’è. Quale azienda nel mondo pretende soldi per darti solo l’illusione di fornirti qualcosa? Forse quelle del gioco d’azzardo. Compro un biglietto e scommetto che oggi riesco a viaggiare. Un nuovo gioco insomma. Che non c’entra nulla con il trasporto delle persone in città. Si realizzi un nuovo riposizionamento della missione d’impresa forse ci saranno più clienti soddisfatti.

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