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Una certezza l’abbiamo: le persone non leggono

Da Apogeo On line di YVONNE BINDI

Un cartello, per quanto elegante, di per sé non basta. Il nostro cervello lavora al risparmio e viene tradito dal contesto.

Il primo comandamento che s’impara quando si inizia a lavorare su contenuti e testi da pubblicare in rete è che sul web le persone non leggono. Insieme con il comandamento s’impara la lista delle motivazioni che sono alla base di questo comportamento apparentemente strano: sul monitor si legge con maggior fatica, la lettura è più lenta, gli utenti del web vanno di fretta, sono distratti, soffrono il paradosso della scelta, e così via.

BUONE INTERFACCE, MA NON BASTA - Allora impariamo a disseminare le pagine di segnali che guidino la lettura e rendano l’esperienza dell’utente piacevole e soddisfacente. Spezzettiamo i testi e li offriamo in tranci di diverse dimensioni per soddisfare le esigenze di tutti i palati: piccoli morsi di contenuto nei titoli, assaggi più sostanziosi nei sottotitoli e poi il testo intero, ben diviso in paragrafi, per le grandi abbuffate. Cerchiamo di essere brevi ma informativi, chiari ma non banali, originali ma comprensibili. Utilizziamo font che non stanchino gli occhi durante la lettura, scegliamo i colori più adatti per segnalare i… Continua a leggere

Italiani campioni di Facebook siamo i più connessi al mondo

Sei ore e 27 minuti al mese passati sul sito di Zuckerberg: più di ogni altro Paese. A chattare in rete sono soprattutto le giovani tra i 15 e i 35 anni

di MARIA NOVELLA DE LUCA da La Repubblica on line

Siamo la nazione al mondo che trascorre più tempo su Facebook, sei ore e 27 minuti al mese in connessione con amici vecchi e nuovi, contro le sei ore degli Stati Uniti e le 4 ore e dodici minuti ogni 4 settimane degli “utenti” francesi. Più che una moda Facebook sembra una febbre, una seconda pelle, una dipendenza, un bisogno.

Gli italiani, e non soltanto i più giovani, non riescono più a vivere senza il loro social network di riferimento, in una “interrealtà” dove le emozioni non sono più soltanto virtuali ma neanche del tutto vere, e dove la community accompagna ogni passaggio della giornata, ogni fase della vita, amore, lavoro, nascite, morti, matrimoni, divorzi. Dando luogo a “processi di relazione inediti”, in cui la grande spinta è quella di “poter finalmente raccontare se stessi” come scrive Giuseppe Riva, docente di Psicologia della comunicazione all’università Cattolica di Milano, e autore del libro “I social network” edito dal Mulino, appena arrivato in libreria. Continua a leggere

Farsi pubblicità regalando presentazioni: Slide Share

di Roberto VENTURINI

Slide Share è uno strumento di Marketing e autopromozione.

Anche in questo caso, l’idea è molto semplice: condividere. Delle presentazioni in Powerpoint, delle slides. Abbiamo già parlato in passato della condivisione come strumento di marketing, specialmente quando abbiamo parlato di White Papers. Nel caso di SlideShare (http://www.slideshare.net) non cambia solo il formato ma anche un po’ il concetto.

Il White Paper è normalmente una cosa che inviamo a clienti e potenziali clienti, o mettiamo sul nostro sito o blog a disposizione dei visitatori. Slideshare invece è un contenitore un po’ alla YouTube: ci si mettono cose dentro e chiunque può trovarle, guardarle, salvarsele e, ovviamente riutilizzare informazioni e know how contenute nei documenti.

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Suggestioni

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