Archivi per la categoria ‘scienze’

Yahoo! rompe con Microsoft e stringe partnership con Google

da La Repubblica on line

Il motore di Sunnyvale ha rifiutato l’offerta per acquisire solo le attività di ricerca ma poi chiude un accordo sulla pubblicità web con l’azienda di Mountain View.

NEW YORK – Le trattative con Microsoft si chiudono con un buco nell’acqua, ma per Yahoo! si apre la porta Google: i due motori di ricerca hanno stretto un accordo di partnership non esclusiva per la pubblicità on line. L’accordo, di una durata iniziale di quattro anni ma rinnovabile per altri dieci, consentirà a Yahoo! di aumentare le proprie entrate di 800 milioni di dollari all’anno e, una volta entrato a regime, di incrementare il cash flow operativo annuale di 250-400 milioni di dollari.
Leggi il resto di questo articolo »

Le scimmie con il senso degli affari. L’ha scoperto un’etologa italiana.

di SARA FICOCELLI da La Repubblica on line

I Cebi dai cornetti sono capaci di stimare quantità rappresentate da oggetti simbolici, un’abilità sorprendente in una specie separatasi dall’uomo ben 35 milioni di anni fa.

A SANDOKAN piace un sacco il parmigiano e pur di mangiarne un pezzo è disposto a rinunciare a due porzioni di cereali glassati. Le cose cambiano se le porzioni diventano tre o quattro, a quel punto la golosità prende il posto della gustosità, e infatti Carlotta non ha dubbi: tra una nocciolina e quattro semi di girasole, vada per questi ultimi. Un ragionamento che ci trova tutti d’accordo, intriso com’è del senso degli affari che abbiamo noi esseri umani. Ma Sandokan e Carlotta sono due cebi dai cornetti, o Cebus apella, scimmie delle dimensioni di un gatto diffuse nell’America del Sud e dotate di un cervello piuttosto grande rispetto a quanto atteso in base alle loro dimensioni. Insieme a Robot, Gal e Paprika hanno partecipato a un interessante esperimento durato due anni, dimostrando che anche le scimmie hanno fiuto per le scelte più vantaggiose.
Leggi il resto di questo articolo »

Costa molto? Allora vuol dire che vale

Al prezzo più alto si accende l’area del piacere del cervello. «Lo stesso vale per un marchio di moda» Una ricerca effettuata sul vino tramite risonanza magnetica

Più un prodotto costa, più crediamo che il suo valore sia maggiore di un altro similare ma che costa meno. Quante volte è capitato anche a noi al momento di un acquisto. Ora però c’è una ricerca che lo prova. L’ha effettuata Antonio Rangel, professore di economia del California Institute of Technology di Pasadena, utilizzando il vino.

PIACERE – Tramite risonanza magnetica, Rangel ha osservato il cervello di venti persone mentre assaggiavano lo stesso vino (un cabernet sauvignon), ma venivano detti loro prezzi diversi, dai 3 ai 60 euro alla bottiglia. Oltre a descrivere il vino più caro come il migliore, gran parte dei volontari provava in effetti un piacere maggiore nell’assaggiare il prodotto che credeva più costoso. La loro corteccia mediale orbito-frontale – un’area normalmente associata al piacere – era più stimolata nel caso del vino più caro: questo, secondo Rangel, mostra come la differenza in termini di piacere sia reale, anche nel caso di due prodotti identici.

MARKETING – «Questi risultati gettano luce sugli effetti neurali del marketing», ha detto Rangel, che ha pubblicato la ricerca sulla rivista dell’Accademia americana delle scienze. «È la stessa cosa che succede con un un marchio di moda. La psicologia è la stessa: non si tratta dei soldi, ma della reputazione e del prestigio», ha commentato Hugh Johnson, un celebre esperto e scrittore di vini britannico. Lo studio, hanno concluso gli esperti, dimostra quindi per la prima volta il potere del prezzo sul nostro cervello e sulle nostre percezioni della qualità del prodotto e svela le aree cerebrali che ci inducono a lasciarci ingannare dalle strategie del marketing.

da Corriere della Sera.it

Napoli maledetta

La spazzatura è l’emblema di una città senza regole.
E di una cultura dell’illegalità che rischia di travolgerci tutti.

di Giorgio Bocca

scontri a napoliNel gennaio 2006 quando uscì da Feltrinelli il mio ‘Napoli siamo noi’, un noto scrittore partenopeo scrisse che ero “una vecchia sciarpa littoria carica di nostalgie” e il direttore del ‘Mattino’ rincarò la dose degli insulti e Raffaele La Capria scrisse che mi ero “troppo sprofondato nella mentalità piccolo settentrionale”. Ma a sprofondare è stata in questi giorni Napoli sotto l’immondizia, e il fatto che sia sprofondata come due o quattro anni fa, fa giustizia di queste difese d’ufficio di Napoli vittima del nord egoista. Nelle interviste tv ai napoletani che impediscono la riapertura delle discariche di Pianura si è ancora sentito qualcuno dire che “le immondizie ce le mandano giù i settentrionali”, ma anche un bambino sa che le cose stanno diversamente. Napoli, la Napoli della povertà, è diventata come le altre città italiane un luogo di consumismo moderno intensissimo e senza regole e non ha saputo o potuto fargli fronte, lo ha subito come una slavina che tutto copre e soffoca. Vizi antichi spesso pittoreschi e tollerabili accumulandosi sono diventati intollerabili, la mitica armonia napoletana fra la natura stupenda e la città ‘intelligente’ pronta agli adattamenti e ai rimedi, si è arresa di fronte alla colata incontenibile dei rifiuti e delle confezioni.

Leggi il resto di questo articolo »

I sette comandamenti della comunicazione responsabile e sostenibile

Secondo una ricerca della School of management del Politecnico di Milano e della Nielsen, il 54% degli italiani preferisce il web alla televisione. Internet viene ormai utilizzato come alternativa di svago ma soprattutto per raccogliere informazioni e questo inizia a porre anche alla “rete” problemi di credibilità e qualità delle notizie. Una questione che non è certamente solo italiana e che AdWiser, un organismo francese che si occupa di comunicazione responsabile e sviluppo sostenibile, ha affrontato nel suo recente rapporto “Vers une communication responsabile”.
Leggi il resto di questo articolo »