Archivio di aprile 2010

Strampalàto

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♣ strampalàto
[di etim. discussa: da trampali ‘trampoli’, con s- ☼ av. 1686]

agg.

·
Strano, stravagante, illogico: ragionamenti strampalatiun ragazzo piuttosto s.
||
strampalatóne, accr.
||
strampalataménte, avv.

tràmpolo
o † tràmpalo, † tràmpano
[da trampolare ☼ av. 1449]

s. m.

·
Ciascuno dei lunghi bastoni muniti di piccoli poggiapiedi, usati per camminare a una certa altezza dal suolo, dai pagliacci nei circhi o dalle maschere a carnevale | (fig.) Ragionamento che si regge sui trampoli, campato in aria | (fig., scherz., al pl.) Gambe molto lunghe: con quei trampoli puoi correre forte.

trampolàre
o † trampalàre
[medio alto ted. trampeln ‘camminare a passi pesanti’, di orig. imitativa (?) ☼ sec. XIV]

v. intr.
(
io tràmpolo)
·
(tosc., lett.) Vacillare, barcollare.

Le parole sono tratte da: lo Zingarelli 2010, Vocabolario della lingua italiana di Nicola Zingarelli, Zanichelli editore

Basilicata coast to coast

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Gustoso ne vale la pena.

Tassa sul web contro la crisi dell’editoria

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edicolaHo letto, ed invito chi è interessato a farlo, l’ articolo sul “Sole24Online” che annuncia la nuova proposta della FIEG. Mi auguro che ciò che si propone venga preso con le dovute cautele altrimenti si inizia a mettere in discussione i principi fondamentali della rete. Forse gli editori dovrebbero pensare a nuove aree di business, invece di lamentarsi sempre, prima la tv oggi internet. Essere creativi. La rete non ha forse consentito loro di raccogliere anche pubblicità per i propri siti?

Liberazióne

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[vc. dotta, lat. liberatiōne(m), da liberātus ‘liberato’ ☼ av. 1328]

s. f.

1 Il liberare, il liberarsi, il venire liberato: ottenere la l. dei detenuti politici; guerra di l.; l’anniversario della L.

2 (fig.) Sollievo da uno stato di oppressione, di sofferenza, di preoccupazione: l. da un tormento, da un rimorso; finalmente ho dato l’esame, che l.!

Le parole sono tratte da: lo Zingarelli 2010, Vocabolario della lingua italiana di Nicola Zingarelli, Zanichelli editore

Vociferàre, esternàre

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vociferàre

[vc. dotta, lat. vociferāri, comp. di vōx, genit. vōcis ‘voce’ e un deriv. di -fer ‘-fero’ ☼ 1282]

A v. intr. (io vocìfero; aus. avere)

· (raro) Parlare a voce alta e a lungo: una donna giovane …, danzando e vociferando, faceva segno di grandissima allegrezza (LEOPARDI).

B v. tr.

· Spargere voce, propalare una notizia, insinuare (usato spec. nella forma impers.): si vocifera che tornerà presto; si vociferava da tempo di sue dimissioni; si cominciava a v. della persona di Cesare (GUICCIARDINI).

SFUMATURE -> palesare.

esternàre

[vc. dotta, lat. ex(s)ternāre, che, anche se non si consideri deriv. da extĕrnus ‘esterno’, ha subìto l'influenza di questo ☼ 1780]

A v. tr. (io estèrno)

1 Manifestare qlco. che si ha nell’animo: e. un sospetto; e. il proprio affetto per qlcu.; una certa vergogna di me stesso che non esternava (ALFIERI). SIN. Esprimere, palesare.

2 (assol.) Avvalersi del potere di esternazione | (est.) Fare dichiarazioni pubbliche, spec. in modo non controllato o non misurato: un politico che esterna spesso.

B esternàrsi v. intr. pron.

· Diventare palese, apparire all’esterno: il timore impediva ai suoi sentimenti di esternarsi.

C esternàrsi v. rifl.

· Aprire il proprio animo: esternarsi con qlcu.

SFUMATURE -> palesare.

Le parole sono tratte da: lo Zingarelli 2010, Vocabolario della lingua italiana di Nicola Zingarelli, Zanichelli editore