trecentoparole 04.0511

Mao Tse Tung, il Grande Timoniere

 

Ogni compagno deve rendersi conto che per un comunista il criterio più alto di giudizio è la misura in cui le sue parole ed azioni corrispondono agli interessi supremi del popolo, e in cui esse sono sostenute dalle masse più larghe.

“Sul governo di coalizione” (24 aprile 1945), Opere scelte di Mao Tse-tung, vol. III.

Mai, in nessun momento, in nessun luogo, un comunista deve mettere in primo piano i propri interessi personali; deve invece subordinarli sempre agli interessi della nazione e delle masse popolari. E’ per questo che l’egoismo, la pigrizia nel lavoro, la corruzione, l’ostentazione, eccetera, meritano il più grande disprezzo, mentre il disinteresse, l’ardore nel lavoro, la devozione per la cosa pubblica, lo sforzo assiduo e accanito esigono rispetto.

“Il ruolo del Partito comunista cinese nella guerra nazionale” (ottobre 1938), Opere scelte di Mao Tse-tung, vol. II.

Il popolo, il popolo soltanto, è la forza motrice, il creatore della storia.

“Sul governo di coalizione” (24 aprile 1945), Opere scelte di Mao Tse-tung, vol. III.

Bisogna comprendere che i veri protagonisti sono le masse, e noi siamo spesso ridicolmente infantili. Se non si comprendono queste cose, non si può acquistare nemmeno un minimo di conoscenza.

“Prefazione e poscritto ai Materiali per lo studio delle campagne (marzo-aprile 1941), Opere scelte di Mao Tse-tung, vol. III.

Le masse popolari sono dotate di un potere creativo illimitato. Esse sono capaci di organizzarsi e di rivolgere i loro sforzi in tutti i settori e in tutti i rami in cui esse sono in grado di investire la loro energia; esse possono impegnarsi nei compiti produttivi, in larghezza come in profondità, e così creare un numero crescente di opere utili al loro benessere.

Nota all’articolo “Una soluzione del problema della manodopera eccedente” (1955), Il grande balzo in avanti del socialismo nelle campagne cinesi.

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