trecentoparole 05.0511

Festa del lavoro

Strano primo maggio questo del 2011. Storie di rottamazione dell’unica festa dei lavoratori riconosciuta in tutto il mondo. Giornata di lavoro pieno per tanti, di sciopero per il lavoro che non c’e’ per molti, manifestazioni sindacali separate in casa, sovrapposizione di feste popolari a Roma. Che casino. Mi sembra opportuno segnalare come forse sarà il caso di affidarsi al nuovo Santo Giovanni Paolo II, l’unico che e’ sempre stato dalla parte dei lavoratori. Forse proprio Lui potrà oggi fare un vero miracolo per la nostra Italia, la piu’ strana delle Repubbliche “moderne” l’unica ‘fondata sul lavoro’ come valore principale definito nella Costituzione del nostro Paese. Il lavoro che in una città come la mia Napoli e’ sempre stato un miraggio, un’aspirazione che neanche San Gennaro e’ mai riuscita a soddisfare. Forse il nuovo Santo polacco ci riuscira’. Ma gli italiani devono per forza ricorrere a forze trascendentali per risolvere i propri problemi? Forse si. Da soli sembra proprio che non riusciamo a cavarcerla. Ma che vergogna scomodare i Santi per andare avanti. Eppure vi sono persone che ancora oggi sono disposte a sfidare la morte per riscattarsi dalla schiavitu’, per riappropriarsi della dignita’ base dell’essere umano. Le notizie di questi giorni mi hanno ricordato la commozione che mi assali’ nella visita che feci tempo fa ad Ellis Island. La fermata obbligatoria di tanti italiani, e non solo, all’ingresso nel nuovo mondo. Questa festa deve restare sopratutto anche per il grande sacrificio di queste persone. Individui eccezionali che hanno sempre migliorato il mondo, ma purtroppo mai da casa loro. Che strano primo maggio questo del 2011.

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