Incredibile, o no?
da L’Espresso online
C’è una storia di sprechi minori, se si considera l’importo economico, ma forse ancora più grave per il danno alla credibilità della giustizia. È quella di un cittadino romeno di soli ventuno anni a cui sono intestate 2.876 automobili. Ovviamente non le usa lui, ma molti rom – di cittadinanza italiana o straniera, ma comunque comunitaria – in tutta Europa. Lui non risulta avere fissa dimora: impossibile notificargli multe o provvedimenti legati al suo sterminato garage. La scorsa settimana durante un controllo di routine gli agenti della polizia ferroviaria lo hanno individuato su un treno a Novi Ligure: ha fornito un nome falso ed è stato portato al comando per controlli.
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Film d’epoca e rarità del muto sul web la storia del cinema.
di ANDREA BETTINI da La Repubblica.it
Ci sono un western americano di John Ford del 1917, un film di fantascienza tedesco del 1909 e un documentario inglese che risale addirittura al 1898. Questi e molti altri gioielli della cinematografia mondiale, salvati nel corso degli anni dalle cineteche di tutta Europa, sono ora disponibili gratuitamente sul sito europafilmtreasures.eu. Un modo per far riscoprire al pubblico la storia del cinema, semplicemente collegandosi a internet da casa.
Il progetto, guidato dalla Lobster Films, società parigina specializzata nel restauro di film d’epoca, ha coinvolto numerosi istituti del Vecchio Continente, tra i quali il Museo nazionale del cinema di Torino. La nuova cineteca virtuale, finanziata anche dal programma “Media” dell’Unione Europea, propone attualmente 50 titoli, ma il numero è destinato a salire rapidamente nei prossimi mesi. Tutte le pellicole, vere e proprie chicche per appassionati protette dall’azione distruttiva del tempo e restaurate, sono introdotte da una scheda tecnica. I filmati, di ogni genere cinematografico, sono visualizzabili in streaming in lingua originale e presto, nei casi in cui sarà necessario, saranno disponibili in cinque lingue, tra le quali anche l’italiano.
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Microsoft pronta al rilancio su Yahoo! ma gli azionisti frenano Bill Gates
di ARTURO ZAMPAGLIONE
Per Larry Page e Sergey Brin, i due giovani eroi dell’avventura di Google, è il week-end più melanconico degli ultimi dieci anni. Si rendono conto che è stato il successo del loro motore di ricerca (e soprattutto dei miliardi di pubblicità on-line che attrae) ad aver provocato il primo assalto societario nella storia della Microsoft, la quale venerdì ha offerto 44,6 miliardi di dollari per acquistare Yahoo!.
Sanno bene, Page e Brin, che la fusione di un colosso del software come Microsoft con l’esperienza Internet di Yahoo!, potrebbe cambiare la geografia del mondo digitale, ponendo Google in posizione difensiva. Ma i due baby-miliardari di Mountain View, in California, non si aspettavano che l’iniziativa della Microsoft fosse accolta con sollievo, persino con entusiasmo, a Washington e nel Web, dai media e persino dai clienti di Google.
Madison avenue, strada-simbolo del mondo della pubblicità, applaude senza riserve. “E’ una cosa ottima per gli investimenti e per la concorrenza che non ci sia una sola superpotenza”, dice Mark Read, direttore strategico del gruppo Wpp, che controlla famose agenzie come Jwt e Ogilvy & Matther. Negli ultimi tempi gli executive della pubblicità si erano quasi rassegnati ad avere un solo interlocutore – Google – nel mercato online, che vale già 40 miliardari di dollari e che passerà a 80 miliardi entro il 2010. La creazione di un secondo polo permette una alternativa e un calmieramento dei prezzi.
Proprio questo aspetto faciliterà l’approvazione della iniziativa da parte delle autorità antitrust sia nella capitale americana, che a livello di Unione europea. Nel passato la Microsoft ha trovato molti ostacoli, specie a Bruxelles, e ancora oggi Google aspetta dalla Ue il via libera per l’acquisto di DoubleClick. Ma gli esperti di antitrust sono convinti che l’approvazione dell’accordo Microsoft-Yahoo dovrebbe risultare relativamente semplice e potrebbe concludersi entro sei mesi, nonostante i tentativi di Google di mettere i bastoni tra le ruote.
Alcuni interrogativi, invece, permangono su eventuali contromosse per bloccare Bill Gates e il suo numero due Steve Ballmer. Alcuni azionisti di minoranza della Microsoft annunciano iniziative legali perché il prezzo offerto per la Yahoo – 31 dollari ad azione, cioè il 62 per cento in più delle quotazioni di giovedì scorso – sarebbe eccessivo.
D’altra parte gli azionisti di Yahoo! sperano di poter incassare ancora di più e ipotizzano di fare resistenza. Intanto il Financial Times, ieri, non ha escluso che la Microsoft alzi la posta, visto che durante i negoziati dell’anno scorso, poi bloccati dall’ex-chief executive Terry Semel, era disposta a pagare 43 dollari a titolo.
L’eventualità di un rialzo è anche legata alla presenza di altri concorrenti per Yahoo!: ma per ora mancano.
Se Page e Brin potessero scendere in campo, si vedrebbero dei veri fuochi d’artificio: ma la Google, che ha già una posizione dominante nel mercato on-line, sa bene che verrebbe bloccata dall’antitrust. Fino all’anno scorso gli hedge funds avrebbero tentato una mossa, ma ora sono distratti dai contraccolpi dei subprime. L’At&t avrebbe i mezzi, ma ritiene che le due culture aziendali siano troppo diverse.
La Time-Warner di Jeffe Bewker, che controlla Aol, e la News Corporation di Rupert Murdoch, che ha MySpace, sono troppo piccole per un boccone come Yahoo e semmai pensano ad approfittare in altro modo della nuova rivoluzione di Internet firmata da Bill Gates.
da Repubblica.it
Editoria elettronica: l’eBook e la pubblicità
di Camilla Cannarsa
Mentre le grandi case editrici non sembrano voler offrire a noi lettori un catalogo eBook (a parte rare eccezioni), quelle piccole si danno molto da fare.
E’ il caso di Fabula, un’azienda che offre eBook gratuiti, classici e contemporanei, senza però chiedere alcuna somma di denaro agli autori che la scelgono come marchio editoriale.
Com’è possibile?
Fabula si sostiene con la pubblicità. Gli inserzionisti possono infatti decidere di pagare per rendersi visibili sugli eBook che riterranno adatti al loro marchio, e appariranno così tra le pagine del libro in modo molto discreto e senza invadere lo spazio, sacro, del lettore.
Ecco come Fabula descrive il perché del suo voler diffondere cultura gratuitamente: Poco importa se inciso sull’argilla, scritto su pratico ed economico papiro, su più lussuosa pergamena, su carta da meticolosi amanuensi poi esautorati dalle macchine tipografiche, sempre più perfezionate, oppure affidato a supporti magnetici o strumenti informatici: il libro, a prescindere dall’aspetto esteriore che via via potrà assumere, narrerà ininterrottamente la storia dell’Umanità.
Attenzione però, Fabula NON è una fonte di guadagno ma un modo per offrire ai lettori curiosi un po’ di svago e qualche lettura originale.
E’ per questo che consiglio soltanto ad autori già affermati di pubblicare lì. Oppure, se avete uno stipendio che vi permette di scrivere per pura passione, è bene che diate un’occhiata; un po’ di promozione in più non fa mai male.
Cuffaro, condannato non per mafia. “Resto alla guida della Regione”
Il presidente della Regione siciliana, Salvatore Cuffaro, è stato condannato per favoreggiamento semplice a cinque anni di reclusione. Esclusa l’aggravante dell’aiuto a Cosa nostra. Per il governatore anche l’interdizione perpetua dai pubblici uffici, una sanzione che però scatterà solo quando la sentenza sarà definitiva.