Napoli, visioni

Piazza San DomenicoPiazza San Domenico

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Spazzatura
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Spazzatura 1
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Napoli, la Campania, la monnezza e la mala politica

di Biagio Vanacore

immondizia a Napoliimmondizia a Napoli

Ho visto con tristezza la “sceneggiata” messa in atto allo stadio Meazza di Milano da pochi nostalgici padani sul problema “monnezza” a Napoli. Parlare oggi della “monnezza” che invade Napoli e tutta la Campania, con il suo carico quotidiano di problemi all’apparenza irrisolvibili, e dei disagi che tutto ciò sta generando alla gran parte dei cittadini onesti di questa martoriata Regione, è un po’ come sparare sulla Croce Rossa. Ma quello della monnezza, è solo la punta di un iceberg che ha dimensioni ben più grandi, e che ci vede impotenti di fronte alla conclamata incapacità di una classe dirigente che negli anni ha solo prodotto benefici per pochi e danni enormi per tanti.

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Napoli pop-art

MARECHIARE

Quanno sponta la luna a Marechiare
pure li pisce nce fann’ a l’ammore,
se revotano l’onne de lu mare,
pe la priezza cagneno culore
quanno sponta la luna a Marechiare.

A Marechiare nce sta na fenesta,
pe’ la passione mia nce tuzzulea,
nu carofano adora int’a na testa,
passa l’acqua pe sotto e murmuléa,
A Marechiare nce sta na fenesta
Ah! Ah!
A Marechiare, a Marechiare,
nce sta na fenesta.

Chi dice ca li stelle so lucente
nun sape l’uocchie ca tu tiene nfronte.
Sti doje stelle li saccio io sulamente.
dint’a lu core ne tengo li ponte.
Chi dice ca li stelle so lucente?

Scetate, Carulì, ca l’aria è doce.
quanno maie tanto tiempo aggio aspettato?
P’accompagnà li suone cu la voce
stasera na chitarra aggio portato.
Scetate, Carulì, ca l’aria è doce.
Ah! Ah!
O scetate, o scetate,
scetate, Carulì, ca l’area è doce.

di S.Di Giacomo

L’ Internet del 2008

di Giuseppe Granieri

Che cosa possiamo aspettarci dai network digitali nel nuovo anno? La storia recente insegna che è impossibile fare predizioni, tuttavia è possibile isolare alcune tendenze e identificare alcuni ambiti in cui, prevedibilmente, si libererà maggiore spazio per idee e innovazione.

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Facebook inciampa sulla privacy

di Renata Fontanelli

Facebook
L’accusa è infamante, e per le abitudini americane foriera di infiniti guai giudiziari: il dito è puntato contro Facebook, il celeberrimo sito di ‘social networking’, reo di aver violato la privacy di un buon numero di sottoscrittori. Secondo l’accusa, il sito avrebbe venduto ad alcune aziende i dati personali sulle abitudini di un bel po’ di soci, che per la stessa natura del sito, sono portati ad esprimere apertamente le loro inclinazioni, i loro gusti, i loro consumi abituali. Ora, è arrivato il mea culpa ufficiale di Mark Zuckerberg, creatore di Facebook. Ma basterà? In molti credono di no, e l’enfant prodige californiano avrà bisgno di ulteriori mosse per uscire dalle secche in cui si è cacciato.

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