Tassisti-testimonial: è lo spot-passaparola

taxi Sono famosi per la loro capacità di intrattenere i clienti chiacchierando con loro di qualsiasi tema: ora i tassisti londinesi potranno far fruttare questa loro dote qualche sterlina in più di una semplice mancia, trasformando le loro conversazioni in messaggi pubblicitari. Pioniere di questo nuovo modo di fare pubblicità è Adrian Torlini, tassista da nove anni, che si è già guadagnato un viaggio a Bangkok e uno a Melbourne per poi parlare bene delle due località con tutti i suoi clienti.

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I Budget del marketing online salgono nel 2008

La maggior parte dei marketer B2B (circa il 60 per cento) prevede di aumentare i loro budget per il marketing 2008 (79 per cento), ma soprattutto la pianificazione riguarderà in particolare l’aumento dei loro budget nel marketing online, secondo l’ultima indagine realizzata dalla rivista BtoB “2008 Marketing Priorities and Plans”.

La precedente ricerca della rivista BtoB (2006) aveva riscontrato che quasi il 76 per cento del marketing prevedeva di aumentare i loro bilanci online nel 2007.

Quasi il 30 per cento dei marketers intervistati ha detto che gli investimenti rimarranno invariati nel 2008, il 10 per cento ha detto che prevede di diminuire i bilanci, secondo il sondaggio svolto online su 213 marketers B2B e condotto nell’ultima settimana di novembre e la prima settimana di dicembre.

Tra i principali risultati del sondaggio: il 62 per cento dei marketers ha affermato che l’obiettivo primario nel 2008 è quello di acquisire clienti, il 19 per cento punta a confermare la consapevolezza del marchio e quasi il 12 per cento ha indicato la fidelizzazione.

L’Online costituirà più di un terzo (quasi il 34 per cento) degli investimenti, nei bilanci nel 2008, rispetto al 27 per cento del 2007.

Le aree online che i piani di marketing prevedono di aumentare per il prossimo anno sono lo sviluppo di siti web (74 per cento); la posta elettronica (70 per cento); il search engine marketing (64 per cento); i video (40 per cento); il webcasting (39 per cento); i banner ( 36 per cento), le sponsorizzazioni (30 per cento); e i social media (26 per cento).

da Blog di IAB

Costa molto? Allora vuol dire che vale

Al prezzo più alto si accende l’area del piacere del cervello. «Lo stesso vale per un marchio di moda» Una ricerca effettuata sul vino tramite risonanza magnetica

Più un prodotto costa, più crediamo che il suo valore sia maggiore di un altro similare ma che costa meno. Quante volte è capitato anche a noi al momento di un acquisto. Ora però c’è una ricerca che lo prova. L’ha effettuata Antonio Rangel, professore di economia del California Institute of Technology di Pasadena, utilizzando il vino.

PIACERE – Tramite risonanza magnetica, Rangel ha osservato il cervello di venti persone mentre assaggiavano lo stesso vino (un cabernet sauvignon), ma venivano detti loro prezzi diversi, dai 3 ai 60 euro alla bottiglia. Oltre a descrivere il vino più caro come il migliore, gran parte dei volontari provava in effetti un piacere maggiore nell’assaggiare il prodotto che credeva più costoso. La loro corteccia mediale orbito-frontale – un’area normalmente associata al piacere – era più stimolata nel caso del vino più caro: questo, secondo Rangel, mostra come la differenza in termini di piacere sia reale, anche nel caso di due prodotti identici.

MARKETING – «Questi risultati gettano luce sugli effetti neurali del marketing», ha detto Rangel, che ha pubblicato la ricerca sulla rivista dell’Accademia americana delle scienze. «È la stessa cosa che succede con un un marchio di moda. La psicologia è la stessa: non si tratta dei soldi, ma della reputazione e del prestigio», ha commentato Hugh Johnson, un celebre esperto e scrittore di vini britannico. Lo studio, hanno concluso gli esperti, dimostra quindi per la prima volta il potere del prezzo sul nostro cervello e sulle nostre percezioni della qualità del prodotto e svela le aree cerebrali che ci inducono a lasciarci ingannare dalle strategie del marketing.

da Corriere della Sera.it

Ecoballe di sinistra

A Napoli anche la camorra diventa un alibi per l’impotenza della politica, un male peggiore della delinquenza.

di Giampaolo Pansa

ministro Pevcoraro Scanio
Catastrofe e panico. Sono le sensazioni che provo quando vedo alla tivù il gigantesco immondezzaio di Napoli. Non le provo per il problema in sé. Questo verrà risolto in qualche modo. Prima o poi, la monnezza sarà raccolta e portata agli impianti dell’Italia del nord, dove la bruceranno con un buon guadagno. La catastrofe che sembra impossibile evitare è quella dei partiti di sinistra. A soffocarci sono le ecoballe rosse di una casta impotente e incapace. Per di più, ecoballe malmesse, dalla copertura lacera, che lasciano intravedere una spazzatura politica ripugnante. Qualcosa già si sapeva. Ma oggi lo spettacolo è completo. Ed è questo a destare il panico.
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Napoli maledetta

La spazzatura è l’emblema di una città senza regole.
E di una cultura dell’illegalità che rischia di travolgerci tutti.

di Giorgio Bocca

scontri a napoliNel gennaio 2006 quando uscì da Feltrinelli il mio ‘Napoli siamo noi’, un noto scrittore partenopeo scrisse che ero “una vecchia sciarpa littoria carica di nostalgie” e il direttore del ‘Mattino’ rincarò la dose degli insulti e Raffaele La Capria scrisse che mi ero “troppo sprofondato nella mentalità piccolo settentrionale”. Ma a sprofondare è stata in questi giorni Napoli sotto l’immondizia, e il fatto che sia sprofondata come due o quattro anni fa, fa giustizia di queste difese d’ufficio di Napoli vittima del nord egoista. Nelle interviste tv ai napoletani che impediscono la riapertura delle discariche di Pianura si è ancora sentito qualcuno dire che “le immondizie ce le mandano giù i settentrionali”, ma anche un bambino sa che le cose stanno diversamente. Napoli, la Napoli della povertà, è diventata come le altre città italiane un luogo di consumismo moderno intensissimo e senza regole e non ha saputo o potuto fargli fronte, lo ha subito come una slavina che tutto copre e soffoca. Vizi antichi spesso pittoreschi e tollerabili accumulandosi sono diventati intollerabili, la mitica armonia napoletana fra la natura stupenda e la città ‘intelligente’ pronta agli adattamenti e ai rimedi, si è arresa di fronte alla colata incontenibile dei rifiuti e delle confezioni.

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