Antitrust: multe a 9 società di elettricità e gas per pubblicità ingannevole

L’Antitrust ha condannato nove società di vendita di elettricità e gas per pratiche commerciali scorrette, infliggendo loro multe per un totale di 1,275 milioni di euro. Le società sono Enel Energia, Eni, AceaElectrabel Elettricità, Aem Energia, Asm Energia e Ambiente, Trenta, Enia Energia, Mpe Energia e Italcogim Energie.

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Multate Tirrenia e Snav per pubblicità scorretta

[singlepic id=56 w=320 h=240 float=left] L’Antitrust, ha deciso di sanzionare la compagnia Tirrenia con 215 mila euro, per la campagna pubblicitaria relativa alla stagione estiva 2008 perché “I messaggi promuovevano servizi di collegamento marittimo per passeggeri e auto al seguito a tariffe estremamente vantaggiose, che non tenevano pero’ conto degli oneri aggiuntive ne’ davano indicazioni chiare sulla limitazione dei posti disponibili”.

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Se uno spot salva gli ospedali

di FLAVIA AMABILE da La Stampa.it

Per trovare fondi le aziende sanitarie fanno ricorso alla pubblicità: dal sant’Eugenio al Forlanini a Roma al san Raffaele a Milano

Nelle sale d’aspetto dell’ospedale San Camillo di Roma presto appariranno una decina di schermi. Trasmetteranno spot pubblicitari, attratti dal fatto che ogni giorno nell’azienda girano 5 mila dipendenti e 10 mila pazienti. L’azienda ospedaliera non vuole ancora far sapere di quali spot si tratterà e spiega che non è stata una decisione semplice da prendere: la direzione sanitaria ha sottoposto il tutto al Comitato Etico e il comitato ha esaminato con cura l’idea prima di dare il via libera. 

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Auguri e buon anno

Un brindisi al nuovo anno con un prodotto della tradizione italiana!

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IAP non funzioni

IAP non funzioni, lo dico subito, dopo aver scorso i risultati del sondaggio condotto all’interno della nostra Associazione, sulla campagna annunciata da Telefono Donna di Milano, per intenderci, quella che raffigura una donna semi nuda, distesa su un letto a braccia aperte come il Crocefisso, con il claim: “Chi paga per i peccati dell’uomo?”. Faccio qualche considerazione, lasciando poi a ciascuno le valutazioni nello scorrere i dati del sondaggio realizzato.

Il Sondaggio condotto in 24 ore, ha ottenuto ben 170 risposte (oltre il 10% dei nostri soci); alcune di queste anche molto articolate. Emerge subito un primo dato: 4 pubblicitari su 5 hanno visto la campagna. Secondo supposto importante: il 47% esprime un giudizio positivo, ma esiste un partito pari al 33% che invece la commenta negativamente. Prevale poi il favore per l’aspetto choc, ma forte è anche la tendenza di chi dice di piantarla con l’uso del corpo femminile. Infine, una lieve maggioranza ritiene che il giurì deve intervenire, o meglio uscire da quello che per qualcuno è considerato un “iniquo sonno”, cosa che in qualche modo diventa più palese quando si leggono le osservazioni complessive sull’ultimo quesito, qui alta e dominante è la percentuale di chi giudica del tutto incoerente il comportamento dell’Istituto d’Autodisciplina Pubblicitaria, sollecitando la radicale ridiscussione dei criteri di valutazione delle campagne (alcuni percepiscono, tra l’altro, il suo italiota essere forte con i deboli e debole con i forti). Caro IAP no, così non va, non può più essere questo il sistema. I tempi stanno cambiando, nel nostro mondo più in fretta che altrove.Abbiamo bisogno di una bella ventata d’aria fresca. Per noi della TP è venuto forse il momento di rivedere le regole e ridiscutere le logiche che portano all’interpretazione prima ed alle sentenze poi, perché altrimenti forte rimane il dubbio sulla discriminazione nelle decisioni prese e sui metodi utilizzati.

Biagio Vanacore

Vice Presidente Vicario TP

Associazione Italiana Pubblicitari Professionisti.

b.vanacore@associazione-tp.it