Articoli marcati con tag ‘campagne pubblicitarie’
FIAT: DA FRANCOIS RICETTA TORINO PER MARKETING CHRYSLER
(ANSA) – NEW YORK
Chrysler imbocca una nuova strada di marketing applicando, sotto la guida di Olivier Francois, le strategie già testate a Torino. Numero uno di Lancia in Europa e ora del marchio Chrysler e del marketing del gruppo, Francois – riporta il Detroit News – ha introdotto già nei primi giorni di lavoro in casa Chrysler molte novità, che “fanno discutere” quali le pubblicità che hanno destato preoccupazione fra i concessionari, che non le ritengono abbastanza focalizzate sui veicoli. Una pubblicità Chrysler in particolare è stata criticata in quanto è un rifacimento di uno spot Lancia. “I cambiamenti” fra i quali il fatto di interrompere rapporti pubblicitari di lunga data “hanno sollevato lo scetticismo di molti”. Ma Francois – osserva il Detroit News – una risposta alle critiche ce l’ha: duplicare quanto fatto per Fiat, ma con un budget minore che richiede dove possibile un’unione delle risorse. In un’intervista al quotidiano di Detroit Francois spiega di aver bisogno di capire meglio la cultura e l’umore degli americani per definire il messaggio Chrysler ai consumatori e così chiarire i fraintendimenti sulla sua strategia. Francois sta riproponendo in casa Chrysler quanto fatto in Fiat in termini di pubblicità: quattro marchi per quattro agenzie. “L’idea è semplice: servono più agenzie per più marchi. Non può essere fatto tutto con una sola”. Le prime pubblicità della nuova Chrysler hanno incassato critiche, soprattutto dai concessionari. Fred Frederick, titolare di concessionari Chrysler a Laurel e Easton, ritiene che non siano focalizzate sui prodotti e sui prezzi. Una critica – prosegue il Detroit News – che Francois accoglie con sorpresa spiegando che gli spot sono solo un primo passo. “Il mio nome é Ram non è una pubblicità di prodotto: è la pubblicità di un nuovo marchio che è nato. E’ un messaggio che non prevede la vendita di niente”. “Tutte le pubblicità che arriveranno sono totalmente orientate al prodotto” aggiunge riferendosi agli spot che esordiranno nei prossimi mesi. Francois respinge le critiche anche per lo spot criticato perché creato per Lancia e riproposto per Chrysler, e che ha come cornice quella della consegna del premio nobel per la pace a Aung San Suu Kyi. “E’ una buona causa e a costo zero” osserva difendendo anche i futuri spot Chrysler.
E la tv fa il pieno di pubblicità
da L’Unità online
Fra le tante anomalie del sistema Italia ce n’è una la cui importanza è inversamente proporzionale all’interesse, purtroppo scarso, che suscita nell’opinione pubblica. Stiamo parlando delle risorse che arrivano ai media attraverso la raccolta pubblicitaria.
[singlepic id=76 w=320 h=240 float=left]Eppure, per capire l’importanza del problema basta riflettere un attimo sulla natura delle aziende editoriali, che a differenza di altre non possono trarre sostentamento unicamente dalla vendita del loro prodotto, sia esso un giornale cartaceo, una trasmissione televisiva o un sito di news su Internet, ma devono ottenere un flusso di profitti significativo anche dalla vendita degli spazi pubblicitari.
In questo contesto le anomalie italiane sono molteplici, a partire dall’abnorme distribuzione delle risorse. A fare sempre più la parte del leone è la televisione a scapito della carta stampata in un rapporto di forze ormai ben lungi dal “fifty-fifty” che viene considerato indicatore di un mercato sano. Gli ultimi dati, relativi ai primi nove mesi dell’anno, vedono la raccolta pubblicitaria delle televisioni prendersi il 51% del totale delle risorse, mentre i giornali e le riviste raccolgono ormai il 28%, con il resto spalamato soprattutto fra Internet (7%) e radio (5%).
Una sproporzione che è peggiorata, e non di poco, già nel paragone con lo stesso periodo del 2008, quando alla tv spettava il 49,5% del totale ed alla carta stampata il 31%. E a destare ulteriore preoccupazione c’è il contesto di forte contrazione dell’intero mercato in cui avviene questo spostamento della raccolta pubblicitaria. Si è infatti passati dai 7,130 miliardi di euro dei primi nove mesi 2008 agli attuali 5,990 miliardi con una perdita percentuali del 16%, che però diventa il 13,2% relativamente alla sola televisione e ben il 23,6% con l’occhio a giornali e riviste. Insomma, un mercato che sta perdendo ogni forma di equilibrio e nel quale nemmeno il più sprovveduto osservatore può pensare che il premier, proprietario di uno dei due principali operatori televisivi e riferimento politico del servizio pubblico, non rappresenti una cospicua turbativa di fatto.
[ad#GA468x15links]
Ma restringendo l’analisi al rapporto fra pubblicità e carta stampata, emergono altre peculiarità italiane. Anche in questo caso le risorse finiscono col convergere su pochi grandi soggetti, a partire dal gruppo l’Espresso e Rcs. E qui l’anomalia principale è rappresentata dall’identikit delle principali proprietà. L’editore puro, ovvero l’imprenditore che trae l’interezza o la maggior parte dei suoi profitti dall’attività editoriale, è infatti una mosca bianca, mentre i maggiori giornali sono posseduti da grandi gruppi industriali e bancari con differenti rami d’attività. Come questo altera la normale dinamica della raccolta pubblicitaria è facile capirlo, considerato il forte potere “attrattivo” delle risorse da parte di questi soggetti. Nella morsa finiscono così le aziende editoriali medio-piccole, per le quali gli eventuali contributi all’attività da parte dello Stato non possono comunque “compensare” il limitato, a volte ristrettissimo accesso al mercato pubblicitario.
Pubblicità choc contro le donne. Il sindaco: rimuovete quei cartelli
Interviene Iervolino dopo la denuncia dell´assessore Cortese: “Calpestata la dignità femminile”
Uno schiaffo alla dignità umana. Un incitamento alla violenza contro le donne di cui mai, ma in particolare in questo momento non si sente affatto il bisogno. E anche un´offesa alle forze dell´ordine. È riuscita a colpire duro sui fronti aperti dai più recenti fatti di cronaca la pubblicità di una casa di moda che ha invaso di tabelloni pubblicitari i punti chiave della viabilità di Napoli. Non poteva sfuggire al sindaco Iervolino quell´allusione alla violenza e alla sopraffazione, ai danni del genere femminile, ma non soltanto, sbandierata per strada su tabelloni di sei metri per tre. Leggi il resto di questo articolo »
Nielsen: Osservatorio Multicanalità 2008. Focus su aziende e consumatori
di Tullio Matteo Fanti da PMI.it
Internet cambia e si evolve, ora più che mai principale fonte di informazione per una cospicua fetta di italiani, di età mediamente sempre più elevata. È Facebook la star di Internet del 2008
Emergono le prime informazioni per quanto riguarda la ricerca compiuta dell’Osservatorio Multicanalità, presentata nel corso del convegno “Aziende e consumatori: la multicanalità lascia o raddoppia“: Internet cresce, anche in Italia, così come la media dell’età dei suoi utilizzatori, con Facebook eletto sito più significativo del 2008. Leggi il resto di questo articolo »
Donne perquisite in pubblicità choc. Iervolino: via da Napoli quei cartelloni
[singlepic id=71 w=320 h=240 mode=web20 float=left]
da Il Mattino on line
Una guardia impegnata a perquisire con decisione una donna in abiti succinti: è la campagna pubblicitaria di una società milanese di abbigliamento apparsa su diversi cartelloni pubblicitari a Napoli e che suscita polemiche in città. I cartelloni, posizionati in diverse zone nevralgiche del centro, da piazza Garibaldi a via Medina a piazza Municipio, hanno provocato la dura reazione dell’assessore provinciale alle Pari opportunità Angela Cortese, che bolla la pubblicità come «ignobile e lesiva della dignità delle donne». Una pubblicità che induce alla violenza contro le donne: non usa mezzi termini la Cortese in merito alla campagna di comunicazione della società di moda Relish. Leggi il resto di questo articolo »