Cara Fiat, il “pericolo non e’ il nostro mestiere”

Ho trovato questa bella lettera di un consumatore che striglia i creativi della FIAT. Inviatemi anche i vostri pareri.

Sono un edile e voglio richiamare l´attenzione dei media, dei politici, dei sindacati e della società civile su una pubblicità che ho visto per la prima volta su un importante quotidiano italiano, è la pubblicità del nuovo Fiorino Fiat, pubblicità che per i suoi contenuti mi limito a definire “diseducativa”. Per il lancio del nuovo Fiorino (realizzata dall´agenzia Leo Burnett di Torino) la Fiat ha scelto come testimonial Gigi Buffon ed ha pensato bene di mostrarlo mentre si arrampica su “impervie impalcature” prive di opportuni parapetti di protezione e con il funambolico ed irresponsabile “portierone-muratore” che incurante del pericolo volteggia tra le impalcature privo di qualsiasi dispositivo di protezione personale.
manifesto fiorino
Mi permetto di segnalare che ad oggi il contatore dei morti di Articolo21 segna già quota 967 di cui 186 solo nel settore edile in cui opero e la maggior parte di essi sono dovuti a “cadute dall´alto” per ponteggi appunto incompleti, insicuri,irregolari come quello nell´immagine della pubblicità; in un settore già di per se esposto ai pericoli e dove per molti imprenditori la sicurezza sul lavoro non è un “valore” da perseguire, un obiettivo di qualità verso cui tendere con investimenti in formazione e strumenti di prevenzione, bensì un “costo” e come tale da ridurre e contenere il più possibile, una pubblicità di questo genere è diseducativa, controproducente ed offensiva della dignità di quei colleghi che rischiano tutti i giorni la vita per un pezzo di pane, per miseri 1000? al mese e sempre più spesso in grigio, se non in nero. Vorrei che almeno per un momento la Fiat, il suo presidente Montezemolo, l´agenzia Leo Burnett, lo stesso Buffon si fermassero un momento a ragionare sull´opportunità e sull´utilità del messaggio che inducono nel fruitore con questa campagna pubblicitaria; questa pubblicità non è giusta, non è degna di un Paese civile perché quando in Italia si parla ancora di lavoro minorile, di lavoro irregolare, di lavoro nero, di sfruttamento di manodopera buttata nei cantieri come “carne da macello” senza adeguati strumenti di sicurezza, di formazione e di consapevolezza su rischi e dispositivi di protezione, siamo davanti a crimini e la risposta non può essere la “Buffon Costruzioni” che arriva “dove gli altri non arrivano”; la cosa più assurda di questa irresponsabile pubblicità è che vuole veicolare il messaggio positivo del “nuovo fiorino” come di un mezzo di lavoro agile, sicuro, tranquillo. Venite in un cantiere, mettetevi in questa condizione ( che è quella purtroppo, in cui lavorano molti dei miei colleghi) ed assicuro gli interessati che in tutto questo non troveranno niente di agile, di tranquillo, ne tanto meno di sicuro; al contrario è il primo passo verso la caduta dall´alto con la quasi certezza della morte o della infermità permanente. Chiedo a tutti gli interessati, per rispetto delle tante, troppe persone morte di lavoro per condizioni simili a quelle in cui è ritratto Buffon, di fare un passo indietro ritirando dal mercato la pubblicità, chiedendo scusa per la superficialità e ricordo infine che in edilizia “IL PERICOLO NON E´ IL NOSTRO MESTIERE”, grazie.
Claudio Gandolfi, Bologna

da www.055news.it