Cara Fiat, il “pericolo non e’ il
nostro mestiere”
venerdì, 04 gennaio 2008 Archiviato
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pubblicita | marketing
Ho trovato questa bella
lettera di un consumatore che striglia i creativi della FIAT.
Inviatemi anche i vostri pareri.
Sono un edile e voglio richiamare l´attenzione dei media, dei
politici, dei sindacati e della società civile su una pubblicità
che ho visto per la prima volta su un importante quotidiano
italiano, è la pubblicità del nuovo Fiorino Fiat, pubblicità che
per i suoi contenuti mi limito a definire “diseducativa”. Per il
lancio del nuovo Fiorino (realizzata dall´agenzia Leo Burnett di
Torino) la Fiat ha scelto come testimonial Gigi Buffon ed ha
pensato bene di mostrarlo mentre si arrampica su “impervie
impalcature” prive di opportuni parapetti di protezione e con il
funambolico ed irresponsabile “portierone-muratore” che incurante
del pericolo volteggia tra le impalcature privo di qualsiasi
dispositivo di protezione personale.

Mi permetto di segnalare che ad oggi il contatore dei morti di
Articolo21 segna già quota 967 di cui 186 solo nel settore edile in
cui opero e la maggior parte di essi sono dovuti a “cadute
dall´alto” per ponteggi appunto incompleti, insicuri,irregolari
come quello nell´immagine della pubblicità; in un settore già di
per se esposto ai pericoli e dove per molti imprenditori la
sicurezza sul lavoro non è un “valore” da perseguire, un obiettivo
di qualità verso cui tendere con investimenti in formazione e
strumenti di prevenzione, bensì un “costo” e come tale da ridurre e
contenere il più possibile, una pubblicità di questo genere è
diseducativa, controproducente ed offensiva della dignità di quei
colleghi che rischiano tutti i giorni la vita per un pezzo di pane,
per miseri 1000? al mese e sempre più spesso in grigio, se non in
nero. Vorrei che almeno per un momento la Fiat, il suo presidente
Montezemolo, l´agenzia Leo Burnett, lo stesso Buffon si fermassero
un momento a ragionare sull´opportunità e sull´utilità del
messaggio che inducono nel fruitore con questa campagna
pubblicitaria; questa pubblicità non è giusta, non è degna di un
Paese civile perché quando in Italia si parla ancora di lavoro
minorile, di lavoro irregolare, di lavoro nero, di sfruttamento di
manodopera buttata nei cantieri come “carne da macello” senza
adeguati strumenti di sicurezza, di formazione e di consapevolezza
su rischi e dispositivi di protezione, siamo davanti a crimini e la
risposta non può essere la “Buffon Costruzioni” che arriva “dove
gli altri non arrivano”; la cosa più assurda di questa
irresponsabile pubblicità è che vuole veicolare il messaggio
positivo del “nuovo fiorino” come di un mezzo di lavoro agile,
sicuro, tranquillo. Venite in un cantiere, mettetevi in questa
condizione ( che è quella purtroppo, in cui lavorano molti dei miei
colleghi) ed assicuro gli interessati che in tutto questo non
troveranno niente di agile, di tranquillo, ne tanto meno di sicuro;
al contrario è il primo passo verso la caduta dall´alto con la
quasi certezza della morte o della infermità permanente. Chiedo a
tutti gli interessati, per rispetto delle tante, troppe persone
morte di lavoro per condizioni simili a quelle in cui è ritratto
Buffon, di fare un passo indietro ritirando dal mercato la
pubblicità, chiedendo scusa per la superficialità e ricordo infine
che in edilizia “IL PERICOLO NON E´ IL NOSTRO MESTIERE”,
grazie.
Claudio Gandolfi, Bologna
da www.055news.it
Tag: creatività, campagne pubblicitarie