Secondo una ricerca della School of
management del Politecnico di Milano e della Nielsen, il 54% degli
italiani preferisce il web alla televisione. Internet viene ormai
utilizzato come alternativa di svago ma soprattutto per raccogliere
informazioni e questo inizia a porre anche alla “rete” problemi di
credibilità e qualità delle notizie. Una questione che non è
certamente solo italiana e che AdWiser, un organismo francese che
si occupa di comunicazione responsabile e sviluppo sostenibile, ha
affrontato nel suo recente rapporto “Vers une communication
responsabile”.
Il rapporto si muove nel contesto
francese ma può dare numerosi spunti anche agli operatori
dell’informazione ambientale italiana, che trova spazi ed
approfondimenti più nel web che in televisione, dove l’approccio è
più generalista. Anche se non dobbiamo dimenticare la differenza
tra “informare” (che presuppone una canale emittente e un canale
ricevente) e “comunicare” che invece presuppone un feedback da
parte di chi riceve. La comunicazione è quindi un processo
costituito da un soggetto che ha intenzione di far sì che il
ricevente pensi o faccia qualcosa e non a caso in tedesco il
termine Mitteilung mantiene la radice latina e il concetto di
“mettere in comune”.
La differenza è notevole. Greenreport per esempio non comunica,
bensì informa. e anzi, come ripetiamo nell´editoriale di apertura
greenreport si pone l´obiettivo di fornire informazione ambientale
approfondita, competente e di qualità; che sia utile a chiunque può
incidere sulle scelte economiche e di governo del territorio
Il rapporto di AdWiser recensisce i diversi esempi degli impatti
sociali ed ambientali dell’industria della comunicazione presa nel
suo complesso, ma anche le pressioni, presenti e future, delle
diverse parti coinvolte, ma soprattutto propone le basi per
costruire una comunicazione responsabile attraverso 7 settori di
azione:
Dare l’esempio: le agenzie di comunicazione sono imprese come le
altre e devono quindi vigilare sulla coerenza delle loro strategie
e del loro funzionamento mettendo in opera misure di responsabilità
sociale di impresa integrate;
Ritornare alla “verità prodotta”: le agenzie devono discutere le
dimensioni sociali, ambientali e societarie del progetto di
comunicazione. La collaborazione agenzia-informatore deve essere
stabilito su nuovi criteri: consultazione dei partners, validazione
dell’impegno reale dell’informatore, analisi dei rischi e elle
opportunità in material sociale e ambientale, espressione di una
promessa giusta.
Saper dire di no (o si, se&hellip

: le agenzie di comunicazione hanno
il dovere di consigliare. Devono convince il
giornalista-annunciatore a cambiare strategia quando siano convinti
che gli argomenti proposti falsino la percezione dei prodotti o dei
servizi e siano illegittimi
Riumanizzare i cicli della comunicazione: Comunicare in maniera
responsabile vuol dire avvicinarsi alla globalità dell’individuo,
cittadino e consumatore, responsabile delle sue scelte, sempre più
preoccupato del futuro dell’umanità e del suo ambiente. Per questo
è preferibile far evolvere tecniche di comunicazione “intrusive”
verso un marketing “participativo”.
Eco-innovare i metodi ed i supporti della comunicazione: si tratta
di ottimizzare i dispositivi della comunicazione minimizzando i
loro impatti sociali e ambientali, ma anche di innovare l’intero
settore. Il rapporto fa l’esempio dell’ottimizzazione del target di
una campagna di pubblicità via posta per minimizzare l’impatto
delle emissioni di CO2 oppure la scelta di un evento
promozionaleche tenga conto dei trasporti pubblici.
Aprirsi a nuove collaborazioni: la comunicazione responsabile
“ideale” è l’incontro tra un informatore, un’agenzia e un
consumatore responsabile. E’ dunque legittimo, ed anche
raccomandabile, associare al processo decisionale tutti questi
protagonisti, includendo la società civile (cittadini, Ong, enti
pubblici, associazioni di consumatori).
Contribuire al coinvolgimento dei cittadini: sviluppare la
problematica della promozione di modi di vita sostenibili, equi e
responsabili. Le agenzie di comunicazione hanno un potere
considerevole nella rappresentazione collettiva della società, per
determinare i modi di pensare ed i costumi. Hanno un ruolo da
giocare nella prevenzione e nell’educazione ai grandi principi
dello sviluppo sostenibile.
Il rapporto si interessa anche alle ragioni che dovrebbero incitare
i comunicatori di vario genere ad impegnarsi su questa strada e per
mettere in campo cambiamenti reali.
da greenreport.it
Tag: campagne pubblicitarie, comunicazione, green marketing