
Curva di adozione delle tecnologie
Dove sono gli early adopters
Nello schema di Rogers, gli innovatori sono coloro che si
dimostrano in grado di spingere verso il cambiamento, di elaborare
nuove idee e di cominciare a realizzarle. Una volta lanciata una
nuova idea, gli anglofoni sostengono, non senza appoggiarsi ad
evidenze pratiche, che sia del tutto inutile tentare di convincere
la "massa" ad adottarla. Prima di tutto bisogna convincere i
cosiddetti early adopters, ovvero i primi utilizzatori. Si tratta
in genere di persone con un profilo preciso: individui di mentalità
aperta, con predisposizione non solo a raccogliere e provare la
proposta di cambiamento ma anche a lavorarci su, importando e
suggerendo idee e pratiche destinate a rendere più usabile la nuova
idea. Sono gli individui che il più delle volte fanno da ponte tra
la tecnicalità spinta dell'innovatore e la cultura condivisa,
compiendo spesso un'opera di traduzione, adattamento e divulgazione
dell'innovazione.
Nella storia recente del web italiano sono stati early adopters i
blogger del 2002/2003, gli RSS evangelist e i videoblogger del
2004, gli utenti dei social network del 2005. A livello micro, per
la grammatica stessa della rete (totalmente interest driven),
ciascuno di noi è spesso early adopter su qualche applicazione che
è funzionale ai propri interessi così come su altre attività fa
parte della early majority. A livello macro, invece, è sempre
interessante osservare come e dove si stia raccogliendo una massa
critica significativa di early adopters. Il più delle volte è lì
che si elaborano le pratiche condivise e le tendenze che negli anni
successivi sono destinate ad essere raccolte da gruppi più
ampi.
Se dovessimo basarci oggi su questo criterio, per individuare gli
ambiti in cui probabilmente vedremo maggiori novità in questo 2008,
dovremmo probabilmente partire da Second Life e dalla spinta che
sta cominciando a venire anche dalle idee (e dai progetti) Second
Life-Like. Anche trascurando le previsioni del Gartner Group
(secondo cui nel 2011 l'80% degli utenti attivi della rete
frequenterà mondi metaforici) l'idea base è molto potente e
prevedibilmente nei mondi metaforici finirà per spostarsi una parte
significativa dei contenuti relazionali della nostra vita online,
così come buona parte dell'innovazione di processo
nell'organizzazione delle attività di rete. E sullo sfondo c'è la
sfida della crescita sostenibile della piattaforma di Linden Lab,
ma anche quella degli utilizzatori e della capacità di cominciare a
usarla non per replicare passivamente la realtà quanto per
esplorarne le potenzialità in termini più ampi ed utili di quanto
abbiamo visto finora.
Le tendenze più importanti
La velocità di innovazione tecnologica è sempre più rapida degli
adattamenti culturali. Le tecnologie abilitanti per fare dei
network un ambiente mediale (in grado di distribuire audio, video e
testo) sono disponibili da alcuni anni e sono sempre più
performanti e facili da utilizzare. Se ormai abbiamo a disposione
piccoli studi di montaggio video direttamente nei sistemi operativi
dei nostri computer, il dominio condiviso dei linguaggi espressivi
cresce molto lentamente. Gli strumenti ci consentono oggi di
gestire - da semplici individui - qualcosa di molto simile a una
vera televisione o di sperimentare frontiere diverse.
La disponibilità di strumenti anche per la musica e la rinnovata
forza degli esperimenti sul versante dei libri elettronici (Kindle
di Amazon e la Digital Text Platform, ad esempio) ci fanno pensare
che la profezia di Kevin Kelly («entro pochi anni ciascuno di noi
potrà comporre la propria canzone, girare il proprio film o
pubblicare il proprio libro»

sia ormai solo una questione di skill
da sviluppare. E quindi ragionevolmente vedremo crescere,
attraverso buoni esempi e imitazioni (come sempre in quella grande
comunità di pratiche che è la rete) il peso dell'espressione non
scritta. A fatica, naturalmente, perchè attualmente la nostra
società non è predisposta per fornire alfabetizzazione su linguaggi
espressivi che fino a pochi anni fa non erano alla portata di tutti
(e meno che mai su quella digital literacy che dovrebbe essere
considerata oggi una priorità politica ed etica).La seconda grande
tendenza che probabilmente va monitorata è quella che riguarda i
dispositivi mobili. I costi degli apparecchi diminuiscono, la
tipologia di aggeggi predisposti per essere connettivi si amplia
(dai conigli alle consolle, dalle Tv alle auto), l'accesso ai dati
comincia ad essere pervasivo o almeno pensato come tale. E la
disponibilità del WiMax, seppur tra mille ostacoli burocratici,
dovrebbe dare un impulso notevole. Potremmo assistere ad un
redesign molto profondo del rapporto tra individuo, infrastruttura
e contenuti dei network, e tra queste componenti e la realtà che ci
circonda. E, anche qui, probabilmente tutto indica nuovi enormi
spazi per idee, servizi e innovazione.
La ricerca
Da un punto di vista di sistema, i due assi portanti per arrivare a
un'Internet matura continuano a essere il matching (ovvero la
capacità dell'infrastruttura di gestire in maniera sempre più
rapida e completa l'incontro tra l'informazione e chi la cerca) e
le metriche. Sul versante del matching è sempre aperta la caccia a
Google, sempre più una Coca Cola senza una Pepsi, per il dominio di
un mercato miliardario e strategico. In termini meno contrapposti,
è sempre più interessante la ricerca di un modello di search più
efficace: in questi giorni si comincia a osservare Wikia, un
modello misto (che unisce algoritmi e logica sociale), ma gli
stessi fondatori indicano che ci vorranno un paio d'anni per
comprenderne la reale capacità di apportare innovazione alla
ricerca.
Le metriche, ovvero i sistemi di misurazione dell'efficacia della
rete, sono strategiche per mettere a regime il mercato della
raccolta pubblicitaria. Nel 2007 si è visto qualche aggiustamento
di tiro e si sono cominciate a leggere analisi finalmente
problematiche anche al di fuori degli ambienti degli specialisti.
La definizione di metriche affidabili resta probabilmente una
priorità sostanziale, soprattutto per assecondare il crescente peso
dei network nella dieta mediale degli individui, che è fisiologico
anche al di là dei dati di ricerche estemporanee.
Sul versante sociale, a mio modo di vedere, con l'aumento della
massa critica di cittadini digitali e la crescita di opportunità
che i network offrono, si possono cominciare a osservare diversi
fenomeni che confermano la teoria che racconta come le società e le
culture finiscano per disegnarsi intorno alle infrastrutture di
comunicazione disponibili. Al di là del fatto che la facilità di
immissione delle informazioni nell'ambiente faccia nascere nuove
skill sociali, è sempre più interessante monitorare come -
spostando sull'immateriale una porzione crescente di attività che
prima erano vincolate alla presenza fisica - stia cambiando la
percezione dell'identità e della nostra stessa presenza nel mondo.
È un punto molto più importante di quanto possa sembrare, perchè è
su questa "percezione del cittadino" che probabilmente si
costruiranno leggi, norme ed etiche a venire.
Ma in un cambiamento così profondo, e fatto in corsa, abbiamo
moltissimo da imparare su tutti i fronti. Tanto che la
consapevolezza della complessità è, probabilmente, la nostra
principale alleata. Insieme alla certezza dello stupore che milioni
di menti conesse sapranno sicuramente procurarci anche in questo
2008.
da Apogeoonline
Tag: internet, web
advertising, green marketing