Napoli, la Campania, la monnezza e la
mala politica
domenica, 20 gennaio 2008 Archiviato
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politica | società
di Biagio
Vanacore
Ho visto con tristezza la “sceneggiata” messa in atto allo stadio
Meazza di Milano da pochi nostalgici padani sul problema “monnezza”
a Napoli. Parlare oggi della “monnezza” che invade Napoli e tutta
la Campania, con il suo carico quotidiano di problemi all’apparenza
irrisolvibili, e dei disagi che tutto ciò sta generando alla gran
parte dei cittadini onesti di questa martoriata Regione, è un po’
come sparare sulla Croce Rossa. Ma quello della monnezza, è solo la
punta di un iceberg che ha dimensioni ben più grandi, e che ci vede
impotenti di fronte alla conclamata incapacità di una classe
dirigente che negli anni ha solo prodotto benefici per pochi e
danni enormi per tanti. Non è mia intenzione aggiungere parole alle
tante che in questi giorni si sono spese sull’argomento,

ed alle altre, che il can can medianico produrrà secondo le
esigenze delle opposte fazioni politiche impegnate più a fare
scarica barile che, a mettere in atto un piano concreto e
definitivo che elimini il problema e faccia ripartire questa terra
da sempre operosa, ma da sempre soggetta a saccheggi e mal governo
che di fatto la costringono a vivere di assistenzialismo. Dissento
quando sento dire che la gente di Napoli vive in uno stato di
rassegnazione, e che non è in grado essere al passo del Paese. Il
vero problema è che a Napoli i politici sono abituati a venire a
prendere i voti promettendo in cambio lavoro e sicurezza, salvo poi
dimenticare tutto il giorno dopo le elezioni. E’ partendo da queste
semplici considerazioni (troppa carne al fuoco in genere brucia
l’arrosto) che chiedo al mondo della comunicazione di farsi parte
attiva per sollecitare un cambiamento dei costumi e della politica.
E’ giunto il momento che queste lobbie di potere, che tanto hanno
influenzato e ancora influenzano anche le nostre attività vengano
allontanate. Queste lobbie, che più di una volta hanno mortificato
intelligenze e capacità professionali del nostro mondo, devono
capire di aver fatto il loro tempo, e che è giunto il momento di
lasciare spazio a persone in grado di governare il cambiamento di
cui oggi più che mai sentiamo il bisogno. Nelle imprese i manager
che sbagliano sono licenziati, nel mondo della politica no, e
questo il problema. Nel Paese si va in pensione ad una certa età,
tutti prima o poi ci vanno, i politici no, ed anche questo è un
problema. Oggi la gente di Napoli chiede solo rispetto ed
eguaglianza nei diritti più elementari come la sicurezza ed il
lavoro, mentre da sempre è ben cosciente di quelli che sono i
propri doveri e fra mille difficoltà va avanti con dignità ed
orgoglio. Ti chiedo, caro Direttore di renderti parte attiva dando
spazio e voce alla gente di Napoli ed aprendo così una finestra di
speranza su ciò che sta accadendo. Noi Napoletani con fierezza, da
un lato sorridiamo a quei pochi scellerati del Meazza, dall’altro
compiangiamo l’atteggiamento dei politici con la certezza che “Adda
passà a’ nuttata” come diceva il grande Eduardo, e con la speranza
di un futuro migliore.
Tag: spazzatura, comunicazione, napoli