politica

Cuffaro, condannato non per mafia. "Resto alla guida della Regione"

Il presidente della Regione siciliana, Salvatore Cuffaro, è stato condannato per favoreggiamento semplice a cinque anni di reclusione. Esclusa l'aggravante dell'aiuto a Cosa nostra. Per il governatore anche l'interdizione perpetua dai pubblici uffici, una sanzione che però scatterà solo quando la sentenza sarà definitiva.
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Favorì un boss sotto inchiesta, ma cade l'accusa di mafia. Basta perché il presidente accolga la sentenza con lacrime di soddisfazione. E dichiari: "Non mi dimetto, tornerò subito al lavoro". Una vittoria. "Ho ricevuto centinaia di telefonate da esponenti politici e istituzionali da Casini a Cesa, da Berlusconi a Cossiga - ha racconto Cuffaro - e di sono stato colpito dalla solidarietà dimostrata da migliaia di persone che si sono strette attorno a me per dimostrarmi il loro affetto".

da Repubblica.it

Cosa significa sentenza definitiva?
L'unica sentenza definitiva è per noi cittadini, quella di non riuscire a liberasi di certi personaggi. Dove è l'errore? Dove è il rimedio? Possiamo vedere qualcosa di diverso? Di meglio?


P.L.







Napoli, visioni.

di Paolo Laudati

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Piazza San Domenico Maggiore


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Viale Augusto

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Viale Augusto


Napoli, la Campania, la monnezza e la mala politica

di Biagio Vanacore

Ho visto con tristezza la “sceneggiata” messa in atto allo stadio Meazza di Milano da pochi nostalgici padani sul problema “monnezza” a Napoli. Parlare oggi della “monnezza” che invade Napoli e tutta la Campania, con il suo carico quotidiano di problemi all’apparenza irrisolvibili, e dei disagi che tutto ciò sta generando alla gran parte dei cittadini onesti di questa martoriata Regione, è un po’ come sparare sulla Croce Rossa. Ma quello della monnezza, è solo la punta di un iceberg che ha dimensioni ben più grandi, e che ci vede impotenti di fronte alla conclamata incapacità di una classe dirigente che negli anni ha solo prodotto benefici per pochi e danni enormi per tanti. Non è mia intenzione aggiungere parole alle tante che in questi giorni si sono spese sull’argomento,
immondizia
ed alle altre, che il can can medianico produrrà secondo le esigenze delle opposte fazioni politiche impegnate più a fare scarica barile che, a mettere in atto un piano concreto e definitivo che elimini il problema e faccia ripartire questa terra da sempre operosa, ma da sempre soggetta a saccheggi e mal governo che di fatto la costringono a vivere di assistenzialismo. Dissento quando sento dire che la gente di Napoli vive in uno stato di rassegnazione, e che non è in grado essere al passo del Paese. Il vero problema è che a Napoli i politici sono abituati a venire a prendere i voti promettendo in cambio lavoro e sicurezza, salvo poi dimenticare tutto il giorno dopo le elezioni. E’ partendo da queste semplici considerazioni (troppa carne al fuoco in genere brucia l’arrosto) che chiedo al mondo della comunicazione di farsi parte attiva per sollecitare un cambiamento dei costumi e della politica. E’ giunto il momento che queste lobbie di potere, che tanto hanno influenzato e ancora influenzano anche le nostre attività vengano allontanate. Queste lobbie, che più di una volta hanno mortificato intelligenze e capacità professionali del nostro mondo, devono capire di aver fatto il loro tempo, e che è giunto il momento di lasciare spazio a persone in grado di governare il cambiamento di cui oggi più che mai sentiamo il bisogno. Nelle imprese i manager che sbagliano sono licenziati, nel mondo della politica no, e questo il problema. Nel Paese si va in pensione ad una certa età, tutti prima o poi ci vanno, i politici no, ed anche questo è un problema. Oggi la gente di Napoli chiede solo rispetto ed eguaglianza nei diritti più elementari come la sicurezza ed il lavoro, mentre da sempre è ben cosciente di quelli che sono i propri doveri e fra mille difficoltà va avanti con dignità ed orgoglio. Ti chiedo, caro Direttore di renderti parte attiva dando spazio e voce alla gente di Napoli ed aprendo così una finestra di speranza su ciò che sta accadendo. Noi Napoletani con fierezza, da un lato sorridiamo a quei pochi scellerati del Meazza, dall’altro compiangiamo l’atteggiamento dei politici con la certezza che “Adda passà a’ nuttata” come diceva il grande Eduardo, e con la speranza di un futuro migliore.

Ecoballe di sinistra

A Napoli anche la camorra diventa un alibi per l'impotenza della politica, un male peggiore della delinquenza.

di Giampaolo Pansa

Catastrofe e panico. Sono le sensazioni che provo quando vedo alla tivù il gigantesco immondezzaio di Napoli. Non le provo per il problema in sé. Questo verrà risolto in qualche modo. Prima o poi, la monnezza sarà raccolta e portata agli impianti dell'Italia del nord, dove la bruceranno con un buon guadagno. La catastrofe che sembra impossibile evitare è quella dei partiti di sinistra. A soffocarci sono le ecoballe rosse di una casta impotente e incapace. Per di più, ecoballe malmesse, dalla copertura lacera, che lasciano intravedere una spazzatura politica ripugnante. Qualcosa già si sapeva. Ma oggi lo spettacolo è completo. Ed è questo a destare il panico.
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