Sarà un 2008 ancora all’insegna
dello sviluppo di internet dal punto di vista della pubblicità, con
la radio che prosegue la crescita anche se con percentuali meno
alte rispetto al 2007 e la ‘tenuta’ della stampa, dovuta
all’attenuarsi del boom della free press. Per la tv analogica
dovrebbe proseguire la contrazione degli investimenti determinatasi
nel 2007. Ma c’è da dire che nell’anno passato la tv tradizionale
ha comunque primeggiato, conquistando il 58,3% degli investimenti
totali. E il suo predominio non accenna a tramontare neppure nel
nuovo anno. E’ questo, in sintesi, il quadro del mercato
pubblicitario, secondo un’elaborazione di Starcom su dati Nielsen e
dalle stime Upa.
A fronte di una crescita che per
internet viene stimata a +30,2% nel 2008 e all’affermarsi di nuove
strategie comunicative, l’ADNKRONOS ha chiesto ad alcuni degli
amministratori delegati e top manager dei principali centri media
italiani di valutare quale sarà l’impatto degli investimenti sul
‘digital’ e sui mezzi tradizionali per il nuovo anno.
Per Ludovica Vanni, presidente di Strategy&Media Group, i nuovi
media hanno indubbiamente grandi potenzialità, ma ancora oggi la tv
generalista resta il mezzo principe per la comunicazione
pubblicitaria in Italia. “Farsi conoscere su internet - spiega - è
diventato un elemento strategico per molte aziende. Tuttavia, la
sua accessibilità risulta ancora limitata, se osserviamo la realtà
italiana in confronto agli altri paesi industrializzati. Credo che
questo sia il suo limite più grande”.
Vanni sottolinea che, “se il pubblico adulto rimane generalmente
fedele ad una fruizione mediatica non dissimile a quella di dieci
anni fa, è innegabileche il pubblico di età più giovane, stia
esprimendo preferenze che premiano i media più rapidi nello
sfruttare l’interazione con la tecnologia. A oggi, tra i media
cosiddetti ‘classici’, la radio è stata la più veloce, mostrando
un’immediata affinità con i new media per eccellenza: il web e il
telefono cellulare”.
Lo sviluppo tecnologico non è l’unico responsabile di questo
mutamento del mercato: ”Sono tanti - sottolinea Vanni - gli
elementi che concorrono, economi e sociali innanzitutto. Solo per
citarne uno, in Europa, soprattutto a causa di una forte
immigrazione, sono nati negli ultimi anni nuovi target di
consumatori che vengono lentamente integrati nelle ricerche
demografiche, ma di cui si conosce ancora poco in termini di
consumi e di fruizione media”.
Quanto alla free press, che nel 2007 ha conosciuto un vero e
proprio boom registrando un balzo in avanti del 191,8%,
”rappresenta sicuramente un fenomeno interessante, ma i contenuti -
prosegue la manager - sono trattati in modo molto diverso dai
quotidiani tradizionali, che offrono maggiori spunti di
approfondimento e firme autorevoli. Approfondimenti che si
ritrovano invece su internet, dove molti quotidiani sono presenti
con notizie aggiornate in tempo reale.
Ciò detto, non ci sono ancora i presupposti perché ”la tv
generalista ceda lo scettro di leader nella raccolta pubblicitaria.
“Molto - conclude Vanni - dipenderà anche dal processo di
switch-off del segnale analogico, anche se credo che la scadenza
verrà ulteriormente prorogata, e dalla sua capacità di integrarsi
con gli altri media: web e cellulari verso i quali la televisione
sta mostrando un processo di convergenza grazie alla diffusione
delle connessioni ad alta velocità”.
Secondo Marco Robiati, direttore Media Research di Starcom Italia,
se é vero che ”la tv generalista nel suo complesso ha perso punti
importanti su base giornaliera, é altrettanto vero che le tv
satellitari permettono di recuperarne in termini di penetrazione”.
E comunque, nel 2008 ”potrebbe tornare in crescita in termini di
investimenti, poiché c’è una fortissima domanda di spazi tv legata
a eventi come le Olimpiadi e gli Europei di calcio”.
In generale, a giudizio del manager di Starcom Italia, lo scenario
è ”più competitivo del passato: per esempio con il satellite si
hanno maggiori possibilità di focalizzarsi su un determinato
target, in questo caso medio e medio-alto, ma in termini relativi
la tv generalista ha forse acquisito più peso che in passato,
poiché in un’epoca di frammentazione di audience mantiene
inalterata la capacità di comunicare a grandi parti di pubblico più
velocemente”.
Per quanto riguarda la stampa, le offerte multimediali che sempre
più spesso la caratterizzano ne ampliano le opportunita’ in termini
pubblicitari: ”Se diminuisce o rimane stabile la diffusione dei
quotidiani - osserva Robiati - quasi tutte le testate hanno portali
dedicati all’informazione che sono visitati da un grandissimo
numero di lettori”. Appetibile dal punto di vista pubblicitario è
anche la free press , poiché”raggiunge nicchie di utenti che non
hanno mai letto un quotidiano prima”.
L’amministratore delegato di Dmc, Marco Girelli, avverte che finora
i cambiamenti in termini di distribuzione di investimenti
pubblicitari sui vari mezzi ci sono stati, sì, ma ”non in maniera
molto significativa”. Solo oggi, insomma, ”iniziano ad essere tali
da far ricoprire al web il ruolo di terzo grande mezzo di
comunicazione, dal quarto posto fin qui ricoperto dopo tv, stampa e
radio”. Girelli crede che, fermo restando il ruolo inscalfibile
della grande stampa e della grande tv, per il mercato ci siano
anche alternative fin qui poco esplorate in Italia: lo sviluppo
della pubblicità sul telefono cellulare e quella cosiddetta
‘territoriale’, ovvero fiere, sponsorizzazioni di eventi locali e
in generale iniziative che prevedono un ”contatto fisico con il
cliente, cui le aziende hanno un enorme bisogno di
ritornare”.
Ciò detto, non bisogna dimenticare il potenziale della free press ,
che per Girelli è un vero e proprio ‘’snack media” dal consumo
molto veloce e indipendente dalla qualità del contenuto.
”Internet e’ una nuova modalita’ di comunicazione che si somma alle
altre, ma non sparisce nulla”, premette il presidente di Oc&M ,
Natale Accetta , che del web sottolinea in modo particolare
l’opportunità di promuovere una comunicazione interattiva. ”Di
certo non e’ piu’ possibile comunicare in maniera semplice,
‘monomedia’, oggi c’è un’interazione tra mezzi”.
Ad esempio, la pay tv ”permette di targettizzare” la comunicazione
meglio di altri mezzi. ”Per un’auto di alta gamma scegliero’ la tv
satellitare e magari un organo di stampa di prestigio”. Quanto alla
free press ”e’ uno strumento estremamente utile per una
comunicazione immediata e spicciola, per la promozione di pià
veloce impatto”.
A giudizio dell’amministratore delegato di Media Italia, Eugenio
Bona, ”in Italia internet ha enormi potenzialità”, ma si deve
formare ancora un linguaggio pubblicitario ad hoc. ”Si cerca ancora
il modo migliore di sfruttare la rete - spiega l’ad - con i banner
che hanno fatto la loro storia si punta a un utilizzo diverso, a
partire dalle e-mail al pop-up”. Se la tv tradizionale mantiene
intatta la propria leadership, le reti generaliste negli ultimi
cinque anni hanno perso punti a favore di quelle satellitari.
”Per il nuovo anno - dice ancora Bona - vedo un mercato in fermento
che, forte dei nuovi mezzi di comunicazione, riprende vivacità e
che credo risulterà in crescita, almeno un poco più
dell’inflazione”, dopo la chiusura stimata a +1,8% per il
2007.
da
Adnkrons.it
Tag: investimenti, mezzi, tv, web
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