martedì, 15 gennaio 2008 Archiviato
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marketing | pubblicita | new
media
Sono famosi per la loro capacità di
intrattenere i clienti chiacchierando con loro di qualsiasi tema:
ora i tassisti londinesi potranno far fruttare questa loro dote
qualche sterlina in più di una semplice mancia, trasformando le
loro conversazioni in messaggi pubblicitari. Pioniere di questo
nuovo modo di fare pubblicità è Adrian Torlini, tassista da nove
anni, che si è già guadagnato un viaggio a Bangkok e uno a
Melbourne per poi parlare bene delle due località con tutti i suoi
clienti.

VIAGGI PAGATI - «Non ci sono soltanto spettacoli erotici. C'è il
mercato galleggiante, il tempio delle tigri, i templi sono una cosa
meravigliosa. Il cibo è fantastico», racconta al Times Torlini,
alla guida del suo taxi il cui esterno è stato tappezzato di
immagini della Thailandia. A «motivarlo» a parlare così bene del
Paese è stata l'autorità per il turismo thailandese, che gli ha
pagato un viaggio di cinque giorni a Bangkok. «In un certo senso è
un pagamento, sì - ammette Torlini - ma non l'ho mai considerato un
lavoro. Nessuno mi ha detto che poi ne avrei dovuto parlare. È solo
che anche loro sanno benissimo che se mandano qualcuno da qualche
parte e questa persona si diverte, ne parlerà di sicuro bene e se
questa persona è un tassista, ne parlerà con moltissime persone». È
proprio tramite questo passaparola che Torlini è certo di aver
trasformato l'immagine della Thailandia agli occhi di molte
persone, nello stesso modo in cui prima ha convinto altra gente a
visitare Melbourne, dopo che l'ente del turismo della città ha
pagato un viaggio di 10 giorni per lui e la moglie. «Molte persone
non hanno idea di com'è. C'è la Great Ocean Road (una lunghissima
strada che costeggia l'oceano, ndr), parchi bellissimi ed è molto
cosmopolita. La gente è veramente amichevole», ha detto della città
australiana.
PUBBLICITA' WOMAD - A trasformare Torlini in un ente per la
promozione turistica su quattro ruote è stata la ditta Taxi
Promotions, che si occupa di vendere spot da piazzare sui taxi e
che ha battezzato questo singolare nuovo modo di fare pubblicità
Womad, ovvero Word of Mouth Advertising, ovvero «pubblicità
passaparola». Asher Moses, direttore della società, è convinto che
questa nuova pratica potrà essere adottata per promuovere diversi
prodotti. «Le vacanze saranno sempre uno dei temi preferiti. Ora
vogliamo ampliare con le linee aeree», ha detto. Jim Stengel,
responsabile del marketing di Procter & Gamble ha detto al
Times che nuovi e originali metodi come questo sono la prova di
come oggi diverse aziende e organizzazioni siano pronte a tutto pur
di raggiungere un audience. Se una volta bastava infatti fare
pubblicità in televisione per raggiungere l'80% della popolazione,
oggi la frammentazione dei media rende tutto molto più difficile.
Un altro esempio è quello di una società britannica, CommentUK, che
manda attori nei supermercati a comprare grosse quantità di un
prodotto e a decantarne ad alta voce i meriti.
da
Corriere della Sera.it
Tag: campagne pubblicitarie, comunicazione, creatività
martedì, 15 gennaio 2008 Archiviato
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marketing
La maggior parte dei marketer B2B
(circa il 60 per cento) prevede di aumentare i loro budget per il
marketing 2008 (79 per cento), ma soprattutto la pianificazione
riguarderà in particolare l'aumento dei loro budget nel marketing
online, secondo l'ultima indagine realizzata dalla rivista BtoB
"2008 Marketing Priorities and Plans".
La precedente ricerca della rivista BtoB (2006) aveva riscontrato
che quasi il 76 per cento del marketing prevedeva di aumentare i
loro bilanci online nel 2007.
Quasi il 30 per cento dei marketers intervistati ha detto che gli
investimenti rimarranno invariati nel 2008, il 10 per cento ha
detto che prevede di diminuire i bilanci, secondo il sondaggio
svolto online su 213 marketers B2B e condotto nell'ultima settimana
di novembre e la prima settimana di dicembre.
Tra i principali risultati del sondaggio: il 62 per cento dei
marketers ha affermato che l'obiettivo primario nel 2008 è quello
di acquisire clienti, il 19 per cento punta a confermare la
consapevolezza del marchio e quasi il 12 per cento ha indicato la
fidelizzazione.
L'Online costituirà più di un terzo (quasi il 34 per cento) degli
investimenti, nei bilanci nel 2008, rispetto al 27 per cento del
2007.
Le aree online che i piani di marketing prevedono di aumentare per
il prossimo anno sono lo sviluppo di siti web (74 per cento); la
posta elettronica (70 per cento); il search engine marketing (64
per cento); i video (40 per cento); il webcasting (39 per cento); i
banner ( 36 per cento), le sponsorizzazioni (30 per cento); e i
social media (26 per cento).
da
Blog di IAB
Tag: campagne pubblicitarie, comunicazione, web advertising
venerdì, 04 gennaio 2008 Archiviato
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pubblicita | marketing
Ho trovato questa bella
lettera di un consumatore che striglia i creativi della FIAT.
Inviatemi anche i vostri pareri.
Sono un edile e voglio richiamare l´attenzione dei media, dei
politici, dei sindacati e della società civile su una pubblicità
che ho visto per la prima volta su un importante quotidiano
italiano, è la pubblicità del nuovo Fiorino Fiat, pubblicità che
per i suoi contenuti mi limito a definire “diseducativa”. Per il
lancio del nuovo Fiorino (realizzata dall´agenzia Leo Burnett di
Torino) la Fiat ha scelto come testimonial Gigi Buffon ed ha
pensato bene di mostrarlo mentre si arrampica su “impervie
impalcature” prive di opportuni parapetti di protezione e con il
funambolico ed irresponsabile “portierone-muratore” che incurante
del pericolo volteggia tra le impalcature privo di qualsiasi
dispositivo di protezione personale.
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Tag: creatività, campagne pubblicitarie
giovedì, 03 gennaio 2008 Archiviato
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ambiente | pubblicita | marketing
Secondo una ricerca della School of
management del Politecnico di Milano e della Nielsen, il 54% degli
italiani preferisce il web alla televisione. Internet viene ormai
utilizzato come alternativa di svago ma soprattutto per raccogliere
informazioni e questo inizia a porre anche alla “rete” problemi di
credibilità e qualità delle notizie. Una questione che non è
certamente solo italiana e che AdWiser, un organismo francese che
si occupa di comunicazione responsabile e sviluppo sostenibile, ha
affrontato nel suo recente rapporto “Vers une communication
responsabile”.
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Tag: campagne pubblicitarie, comunicazione, green marketing