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Editoria elettronica: l'eBook e la pubblicità Editoria elettronica: l'eBook e la pubblicità

di Camilla Cannarsa

Mentre le grandi case editrici non sembrano voler offrire a noi lettori un catalogo eBook (a parte rare eccezioni), quelle piccole si danno molto da fare.

E’ il caso di Fabula, un’azienda che offre eBook gratuiti, classici e contemporanei, senza però chiedere alcuna somma di denaro agli autori che la scelgono come marchio editoriale.

Com’è possibile?

Fabula si sostiene con la pubblicità. Gli inserzionisti possono infatti decidere di pagare per rendersi visibili sugli eBook che riterranno adatti al loro marchio, e appariranno così tra le pagine del libro in modo molto discreto e senza invadere lo spazio, sacro, del lettore.

Ecco come Fabula descrive il perché del suo voler diffondere cultura gratuitamente: Poco importa se inciso sull'argilla, scritto su pratico ed economico papiro, su più lussuosa pergamena, su carta da meticolosi amanuensi poi esautorati dalle macchine tipografiche, sempre più perfezionate, oppure affidato a supporti magnetici o strumenti informatici: il libro, a prescindere dall'aspetto esteriore che via via potrà assumere, narrerà ininterrottamente la storia dell'Umanità.

Attenzione però, Fabula NON è una fonte di guadagno ma un modo per offrire ai lettori curiosi un po’ di svago e qualche lettura originale.

E’ per questo che consiglio soltanto ad autori già affermati di pubblicare lì. Oppure, se avete uno stipendio che vi permette di scrivere per pura passione, è bene che diate un’occhiata; un po’ di promozione in più non fa mai male.

Tassisti-testimonial: è lo spot-passaparola

Sono famosi per la loro capacità di intrattenere i clienti chiacchierando con loro di qualsiasi tema: ora i tassisti londinesi potranno far fruttare questa loro dote qualche sterlina in più di una semplice mancia, trasformando le loro conversazioni in messaggi pubblicitari. Pioniere di questo nuovo modo di fare pubblicità è Adrian Torlini, tassista da nove anni, che si è già guadagnato un viaggio a Bangkok e uno a Melbourne per poi parlare bene delle due località con tutti i suoi clienti.
taxi

VIAGGI PAGATI - «Non ci sono soltanto spettacoli erotici. C'è il mercato galleggiante, il tempio delle tigri, i templi sono una cosa meravigliosa. Il cibo è fantastico», racconta al Times Torlini, alla guida del suo taxi il cui esterno è stato tappezzato di immagini della Thailandia. A «motivarlo» a parlare così bene del Paese è stata l'autorità per il turismo thailandese, che gli ha pagato un viaggio di cinque giorni a Bangkok. «In un certo senso è un pagamento, sì - ammette Torlini - ma non l'ho mai considerato un lavoro. Nessuno mi ha detto che poi ne avrei dovuto parlare. È solo che anche loro sanno benissimo che se mandano qualcuno da qualche parte e questa persona si diverte, ne parlerà di sicuro bene e se questa persona è un tassista, ne parlerà con moltissime persone». È proprio tramite questo passaparola che Torlini è certo di aver trasformato l'immagine della Thailandia agli occhi di molte persone, nello stesso modo in cui prima ha convinto altra gente a visitare Melbourne, dopo che l'ente del turismo della città ha pagato un viaggio di 10 giorni per lui e la moglie. «Molte persone non hanno idea di com'è. C'è la Great Ocean Road (una lunghissima strada che costeggia l'oceano, ndr), parchi bellissimi ed è molto cosmopolita. La gente è veramente amichevole», ha detto della città australiana.

PUBBLICITA' WOMAD - A trasformare Torlini in un ente per la promozione turistica su quattro ruote è stata la ditta Taxi Promotions, che si occupa di vendere spot da piazzare sui taxi e che ha battezzato questo singolare nuovo modo di fare pubblicità Womad, ovvero Word of Mouth Advertising, ovvero «pubblicità passaparola». Asher Moses, direttore della società, è convinto che questa nuova pratica potrà essere adottata per promuovere diversi prodotti. «Le vacanze saranno sempre uno dei temi preferiti. Ora vogliamo ampliare con le linee aeree», ha detto. Jim Stengel, responsabile del marketing di Procter & Gamble ha detto al Times che nuovi e originali metodi come questo sono la prova di come oggi diverse aziende e organizzazioni siano pronte a tutto pur di raggiungere un audience. Se una volta bastava infatti fare pubblicità in televisione per raggiungere l'80% della popolazione, oggi la frammentazione dei media rende tutto molto più difficile. Un altro esempio è quello di una società britannica, CommentUK, che manda attori nei supermercati a comprare grosse quantità di un prodotto e a decantarne ad alta voce i meriti.

da Corriere della Sera.it

Cara Fiat, il “pericolo non e’ il nostro mestiere”

Ho trovato questa bella lettera di un consumatore che striglia i creativi della FIAT. Inviatemi anche i vostri pareri.

Sono un edile e voglio richiamare l´attenzione dei media, dei politici, dei sindacati e della società civile su una pubblicità che ho visto per la prima volta su un importante quotidiano italiano, è la pubblicità del nuovo Fiorino Fiat, pubblicità che per i suoi contenuti mi limito a definire “diseducativa”. Per il lancio del nuovo Fiorino (realizzata dall´agenzia Leo Burnett di Torino) la Fiat ha scelto come testimonial Gigi Buffon ed ha pensato bene di mostrarlo mentre si arrampica su “impervie impalcature” prive di opportuni parapetti di protezione e con il funambolico ed irresponsabile “portierone-muratore” che incurante del pericolo volteggia tra le impalcature privo di qualsiasi dispositivo di protezione personale.
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