domenica, 20 gennaio 2008 Archiviato
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cultura | personale | ambiente
pospaz di P.Laudati
MARECHIARE
Quanno sponta la luna a Marechiare
pure li pisce nce fann' a l'ammore,
se revotano l'onne de lu mare,
pe la priezza cagneno culore
quanno sponta la luna a Marechiare.
A Marechiare nce sta na fenesta,
pe' la passione mia nce tuzzulea,
nu carofano adora int'a na testa,
passa l'acqua pe sotto e murmuléa,
A Marechiare nce sta na fenesta
Ah! Ah!
A Marechiare, a Marechiare,
nce sta na fenesta.
Chi dice ca li stelle so lucente
nun sape l'uocchie ca tu tiene nfronte.
Sti doje stelle li saccio io sulamente.
dint'a lu core ne tengo li ponte.
Chi dice ca li stelle so lucente?
Scetate, Carulì, ca l'aria è doce.
quanno maie tanto tiempo aggio aspettato?
P'accompagnà li suone cu la voce
stasera na chitarra aggio portato.
Scetate, Carulì, ca l'aria è doce.
Ah! Ah!
O scetate, o scetate,
scetate, Carulì, ca l'area è doce.
di S.Di Giacomo
Tag: spazzatura, napoli
domenica, 20 gennaio 2008 Archiviato
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cultura | politica | società
Il presidente della Regione siciliana,
Salvatore Cuffaro, è stato condannato per favoreggiamento semplice
a cinque anni di reclusione. Esclusa l'aggravante dell'aiuto a Cosa
nostra. Per il governatore anche l'interdizione
perpetua
dai pubblici uffici, una sanzione che però scatterà solo quando la
sentenza sarà definitiva.
Favorì un boss sotto inchiesta, ma cade l'accusa di mafia. Basta
perché il presidente accolga la sentenza con lacrime di
soddisfazione. E dichiari: "Non mi dimetto, tornerò subito al
lavoro". Una vittoria. "Ho ricevuto centinaia di telefonate da
esponenti politici e istituzionali da Casini a Cesa, da Berlusconi
a Cossiga - ha racconto Cuffaro - e di sono stato colpito dalla
solidarietà dimostrata da migliaia di persone che si sono strette
attorno a me per dimostrarmi il loro affetto".
da Repubblica.it
Cosa significa sentenza definitiva?
L'unica sentenza definitiva è per noi cittadini, quella di non
riuscire a liberasi di certi personaggi. Dove è l'errore? Dove è il
rimedio? Possiamo vedere qualcosa di diverso? Di meglio?
P.L.
Tag: spazzatura, sicilia
domenica, 20 gennaio 2008 Archiviato
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politica | società | ambiente | personale
domenica, 20 gennaio 2008 Archiviato
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politica | società
di Biagio
Vanacore
Ho visto con tristezza la “sceneggiata” messa in atto allo stadio
Meazza di Milano da pochi nostalgici padani sul problema “monnezza”
a Napoli. Parlare oggi della “monnezza” che invade Napoli e tutta
la Campania, con il suo carico quotidiano di problemi all’apparenza
irrisolvibili, e dei disagi che tutto ciò sta generando alla gran
parte dei cittadini onesti di questa martoriata Regione, è un po’
come sparare sulla Croce Rossa. Ma quello della monnezza, è solo la
punta di un iceberg che ha dimensioni ben più grandi, e che ci vede
impotenti di fronte alla conclamata incapacità di una classe
dirigente che negli anni ha solo prodotto benefici per pochi e
danni enormi per tanti. Non è mia intenzione aggiungere parole alle
tante che in questi giorni si sono spese sull’argomento,

ed alle altre, che il can can medianico produrrà secondo le
esigenze delle opposte fazioni politiche impegnate più a fare
scarica barile che, a mettere in atto un piano concreto e
definitivo che elimini il problema e faccia ripartire questa terra
da sempre operosa, ma da sempre soggetta a saccheggi e mal governo
che di fatto la costringono a vivere di assistenzialismo. Dissento
quando sento dire che la gente di Napoli vive in uno stato di
rassegnazione, e che non è in grado essere al passo del Paese. Il
vero problema è che a Napoli i politici sono abituati a venire a
prendere i voti promettendo in cambio lavoro e sicurezza, salvo poi
dimenticare tutto il giorno dopo le elezioni. E’ partendo da queste
semplici considerazioni (troppa carne al fuoco in genere brucia
l’arrosto) che chiedo al mondo della comunicazione di farsi parte
attiva per sollecitare un cambiamento dei costumi e della politica.
E’ giunto il momento che queste lobbie di potere, che tanto hanno
influenzato e ancora influenzano anche le nostre attività vengano
allontanate. Queste lobbie, che più di una volta hanno mortificato
intelligenze e capacità professionali del nostro mondo, devono
capire di aver fatto il loro tempo, e che è giunto il momento di
lasciare spazio a persone in grado di governare il cambiamento di
cui oggi più che mai sentiamo il bisogno. Nelle imprese i manager
che sbagliano sono licenziati, nel mondo della politica no, e
questo il problema. Nel Paese si va in pensione ad una certa età,
tutti prima o poi ci vanno, i politici no, ed anche questo è un
problema. Oggi la gente di Napoli chiede solo rispetto ed
eguaglianza nei diritti più elementari come la sicurezza ed il
lavoro, mentre da sempre è ben cosciente di quelli che sono i
propri doveri e fra mille difficoltà va avanti con dignità ed
orgoglio. Ti chiedo, caro Direttore di renderti parte attiva dando
spazio e voce alla gente di Napoli ed aprendo così una finestra di
speranza su ciò che sta accadendo. Noi Napoletani con fierezza, da
un lato sorridiamo a quei pochi scellerati del Meazza, dall’altro
compiangiamo l’atteggiamento dei politici con la certezza che “Adda
passà a’ nuttata” come diceva il grande Eduardo, e con la speranza
di un futuro migliore.
Tag: spazzatura, comunicazione, napoli
venerdì, 11 gennaio 2008 Archiviato
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società | cultura | politica
A Napoli anche la camorra
diventa un alibi per l'impotenza della politica, un male peggiore
della delinquenza.
di Giampaolo Pansa
Catastrofe e panico. Sono le sensazioni che
provo quando vedo alla tivù il gigantesco immondezzaio di Napoli.
Non le provo per il problema in sé. Questo verrà risolto in qualche
modo. Prima o poi, la monnezza sarà raccolta e portata agli
impianti dell'Italia del nord, dove la bruceranno con un buon
guadagno. La catastrofe che sembra impossibile evitare è quella dei
partiti di sinistra. A soffocarci sono le ecoballe rosse di una
casta impotente e incapace. Per di più, ecoballe malmesse, dalla
copertura lacera, che lasciano intravedere una spazzatura politica
ripugnante. Qualcosa già si sapeva. Ma oggi lo spettacolo è
completo. Ed è questo a destare il panico.
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Tag: napoli, spazzatura, economia