A testa alta al Croke Park

irlanda-italia
di Diego Costa

Il XV azzurro del nuovo ct sudafricano Nick Mallett impegna allo stremo gli irlandesi. Dietro la sconfitta, gli azzurri scoprono uno spirito che fa ben sperare per il prosieguo del torneo

Cade in piedi (16-11) la nuova Italia di Mallett all'esordio nel Sei Nazioni. Nel leggendario Croke Park, non è bloody saturday per il XV del neo allenatore sudafricano. Il nuovo corso mostra un'Italia che perde forse in fantasia e ancora cerca un leader perduto nel gioco di calcio. Ma alla voce "pro", conta un'apertura che placca come un terza linea, avanti che danno l'esempio senza più cadere nel fallo tattico. Più ordine, più fisicità, meno agilità.

Ma a pesare nell'economia spicciola dello score sono i calci falliti da Bortolussi che non convince come estremo proprio come era accaduto in Francia. Le sue giocate di spostamento, al piede, le scelte alla mano, oltre alle punizioni e alla trasformazione fallita, invitano a cercare un altro - più sostanzioso calciatore. Una bocciatura, ma non nell'atteggiamento. Tutto il nostro XV, e in più una panchina setacciata per infortunii e stanchezza, mostra una grande voglia di lottare. La compattezza non manca, i piloni non cedono un centimetro, le terze linee fanno un gran lavoro, le seconde mettono lla frusta le touche irlandesi, uscendo quasi da dominatori.

Un solo mometo di impasse, a metà del primo tempo, quando Dempsey - vecchio marpione - trova il break. Ci fanno male i calci di spostamento e le punizioni di O' Gara, dominatore del match sotto l'aspetto tattico. Lui fa il generale (e i punti), noi non usciamo certo battuti nello scontro tra fanti. L'Irlanda - attesa dalla maggior parte degli 82mila splendidi, correttissimi fans del Croke Park con il sangue agli occhi dopo la magra mondiale - voleva il riscatto: lo trova, ma lo deve sudare fino in fondo. Tra i verdi piace l'intraprendenza di Reddan, giovane numero nove, e anche per un altro giovane, Trimble, almeno nel primo tempo, l'impatto è buono.

Ora aspettiamo l'Inghilterra a Roma, il 10 febbraio. Per crescere: anche se il pronostico sembra proprio chiuso.

da Repubblica.it

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